Dopo i ritrovamenti di arsenico, ancora fermo il cantiere a Nizza di Sicilia. Operai spostati a Forza d’Agrò

Ancora tutto fermo a Nizza di Sicilia nel cantiere per la realizzazione della galleria Sciglio, la più lunga della nuova linea AC a doppio binario Giampilieri-Fiumefreddo, che va a completare il raddoppio ferroviario Messina-Catania (QUI il nostro tutorial esplicativo)

Nei giorni scorsi vi avevamo riferito la notizia, appena trapelata, del ritrovamento di tracce di arsenico nel terreno scavato dalla TBM “Igea”, lanciata nel mese di aprile scorso nello scavo della galleria dal cantiere di Nizza di Sicilia, nella valle del Nisi.

L’enorme talpa, dal diametro di oltre 9 metri e lunga 150, dopo il ritrovamento dell’arsenico si è fermata, in attesa di escogitare il sistema per trattare lo “smarino” ovvero il terreno scavato, impossibile da conferire a discarica in queste condizioni. Nessuna delle discariche individuate, infatti, accetterebbe questo materiale contaminato, se non previo trattamento per eliminare le tracce di arsenico.

Di certo, sappiamo che ancora non si è trovata una soluzione. Nel frattempo, qualche preoccupazione comincia a serpeggiare tra le maestranze. Gli operai impegnati nel cantiere sono stati spostati a Forza d’Agrò, dove si sta montando un’altra TBM (la terza dopo “Igea” e quella al lavoro a Trappitello, nei pressi di Taormina). Altri rimangono nel cantiere della valle del Nisi, dove sono impegnati e manovrare un cassero per il getto del “piano galleria”, ovvero operazioni collaterali allo scavo con TBM.

Ma ultimate queste operazioni, se non sarà trovata una soluzione allo smaltimento dello “smarino” contaminato, cosa succederà?