Il nuovo vertice dell’Adsp giuliana punta su ottica sistemica della ‘via adriatica’, ferrovia e trasparenza con gli stakeholder

Vittorio Torbianelli è da poco subentrato, come commissario straordinario, a Zeno D’Agostino al vertice dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Orientale (Trieste e Monfalcone). Intervistato da shippingitaly.it, ha esternato i suoi programmi per il futuro del porto giuliano, soffermandosi sul ruolo dei collegamenti ferroviari.

“La crisi di Suez certo ha avuto un impatto, ma non ha comportato un tracollo, i flussi anzi a maggio si sono un po’ ripresi. Chi fa investimenti come quello ha un’ottica che traguarda episodi anche seri ma congiunturali. E non a caso anche a Koper e Rijeka si stanno attrezzando per aumentare la capacità ricettiva e, soprattutto, potenziare l’infrastrutturazione ferroviaria”.

“Il rilancio della ferrovia, già atout delle fortune asburgiche del porto, è stata la più importante intuizione di D’Agostino, in grado di garantire allo scalo un’attrattività solida basata sulla possibilità di guardare a mercati distanti. Per questo ribadisco che la crescita degli scali limitrofi – Koper, Rijeka appunto, ma anche Venezia e Chioggia col suo progetto sui ro-ro turchi – è in realtà un bene per Trieste: i volumi aumentano e si consolidano laddove ci sia un sistema in grado di attirarne e gestirne molti. Per questo la ferrovia è indispensabile, per Trieste e per la via adriatica al centro-nord Europa”.

Per quanto riguarda container e ro-ro “dopo l’estate ci sarà il primo colpo di ruspa al terminal ‘ungherese’ delle Noghere, per il quale il terminalista ha avviato la procedura ambientale a suo carico”. Ma non solo: “Per le attività del nuovo corso della fabbrica le banchine non saranno indispensabili, mentre Seadock potrebbe valorizzare una vocazione al project cargo e al traffico industriale per cui la domanda è crescente”.

Per quanto riguarda Monfalcone, che ricade all’interno della stessa ADSP, Torbianelli ricorda che “si stanno realizzando i lavori per la cassa di colmata e il prossimo anno si procederà ai dragaggi. Con 12,5 metri di fondale le prospettive di crescita di Monfalcone sono ampie e crediamo di poterle ampliare con un progetto di sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria interna”.

Se la rotaia ritorna spesso, non meno importante per il commissario è il richiamo a un milieu portuale che, rispetto ad altri scali, appare decisamente meno riottoso: tanto sul fronte del lavoro portuale, “su cui i miei predecessori hanno fatto un grande lavoro di riordino e normalizzazione dei rapporti industriali e con l’amministrazione”, quanto su quello delle relazioni fra operatori e fra operatori e Adsp, “come dimostra il fruttuoso percorso dialettico che ha portato alla recente revisione del sistema di tasse portuali”.

fonte: shippingitay.it