Sottratti quattro capolavori di Antonello da Messina. Schifani annuncia un’ispezione interna, ma, oltre alle responsabilità del personale, occorre interrogarsi su quelle amministrative e politiche

Nella notte di Ferragosto, mentre Messina era impegnata nelle celebrazioni della Vara, dal Museo regionale “Maria Accascina” sono state sottratte alcune delle opere più preziose di Antonello da Messina. I ladri hanno preso di mira il Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte raffigurante la Madonna col Bambino e Cristo in Pietà. Due delle tavole prelevate sono state successivamente ritrovate all’esterno, mentre risultano sottratte tre tavole del Polittico e la tavoletta bifronte.

Non stiamo parlando, peraltro, di un museo statale o comunale. Il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina è una struttura della Regione Siciliana, inserita nel Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana. È quindi la stessa amministrazione regionale ad avere la responsabilità della sua gestione e della sua organizzazione.

Le parole di Schifani

Il presidente della Regione Renato Schifani ha definito il furto «un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale», sottolineando come le opere di Antonello appartengano non soltanto alla storia di Messina e della Sicilia, ma al patrimonio artistico italiano e mondiale.

Schifani ha inoltre precisato che «l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente» e che le registrazioni e gli altri elementi raccolti sono già nelle mani degli investigatori.

Contestualmente, la Regione ha annunciato l’avvio di un’ispezione interna «per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia», assicurando che «non sarà tollerata alcuna zona d’ombra».

Se l’allarme ha funzionato, qualcosa non ha funzionato

Ed è proprio qui che le dichiarazioni del presidente della Regione meritano qualche riflessione.

Che allarme e videosorveglianza abbiano funzionato è certamente importante ai fini delle indagini, ma non può essere utilizzato come elemento rassicurante rispetto a quanto accaduto. Un sistema di sicurezza non è costituito soltanto da telecamere e sensori. Comprende procedure, personale, protezioni fisiche, modalità di accesso, tempi di intervento e organizzazione complessiva della vigilanza.

Il dato concreto rimane uno: qualcuno è riuscito a entrare in uno dei principali musei della Sicilia, raggiungere opere di valore incalcolabile, rimuoverle e portarne alcune fuori dall’edificio.

L’ispezione interna annunciata da Schifani è dunque necessaria. Ma sarebbe piuttosto singolare se tutto si riducesse alla ricerca di eventuali responsabilità del personale addetto alla custodia. Senza contare che di ispezioni simili, alla regione ne sono state fatte tante ultimamente. Non abbiamo notizie sull’esito…

Le responsabilità della Regione

Alla Regione Siciliana, che di quel museo è direttamente responsabile, servirebbe qualcosa di più delle inevitabili frasi di circostanza. Servirebbe una seria riflessione sulle responsabilità amministrative che hanno consentito che un fatto del genere potesse accadere.

Quanto alle responsabilità politiche, abbiamo poche speranze. In qualsiasi altra parte del mondo, un furto di questa portata, consumato all’interno di un museo pubblico ai danni di opere considerate patrimonio universale, avrebbe quantomeno aperto immediatamente il tema delle dimissioni dell’assessore competente.

In Sicilia, probabilmente, ci accontenteremo di un’ispezione.