AMAT, GRAVISSIMA LA DENUNCIA DI ARGIROFFI: NOMINE “OPACHE” E UN TENTATIVO DI CORRUZIONE!

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Roberto Palermo
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AMAT, la denuncia di Argiroffi sulle nomine e le ombre sulla gestione della mobilità a Palermo

La recente, gravissima denuncia della consigliera comunale Giulia Argiroffi di “OSO” ha riacceso i riflettori sulla gestione di AMAT Palermo, non solo per i possibili profili amministrativi legati alle nomine dirigenziali, ma anche per le ricadute che una governance contestata può avere sulla già fragile organizzazione del trasporto pubblico cittadino.

Al centro della vicenda vi è la nomina di cinque dirigenti, che secondo quanto denunciato sarebbe avvenuta senza la preventiva relazione tecnica prevista dalle procedure. Proprio l’attività di approfondimento su queste nomine avrebbe portato allo scontro politico culminato nella denuncia pubblica fatta in Consiglio comunale. Secondo quanto riportato dalla stampa, la consigliera ha parlato di «offerte compensative in cambio di mancati ulteriori approfondimenti» e di un tentativo «volto a indurmi a non proseguire nell’approfondimento e nella segnalazione delle irregolarità emerse, in cambio di una forma di contropartita».

La denuncia di Argiroffi

In sostanza, come racconta la stessa consigliera in un intervento in Consiglio Comunale, visionabile sulla sua pagina facebook, in una telefonata intercorsa con il presidente AMAT Giuseppe Mistretta, quest’ultimo per quanto riguarda la relazione, le assicurava che “l’avrebbero realizzata a posteriori” ma non solo. Argiroffi aggiunge che “davanti alla mia incredulità, si è permesso addirittura di propormi di chiudere un occhio in cambio del suggerimento che o gli avrei potuto dare per le prossime nomine di dirigenti“. Accuse che configurerebbero un fatto di una gravità eccezionale, perché riguarderebbero il libero esercizio delle funzioni ispettive di un rappresentante eletto.

Il tutto è stato oggetto di una querela, che la consigliera ha presentato alle Autorità competenti: “Alla gravità del tentativo di corruzione che ho subito – dice la Argiroffi – e che ho doverosamente denunciato, si sono aggiunti mesi di omissioni e dichiarazioni false da parte del presidente di Amat, accompagnate da attacchi personali e affermazioni diffamatorie. Oggi, alla luce dei documenti e degli accertamenti emersi, quelle dichiarazioni appaiono per ciò che sono sempre state: gravi condotte diffamatorie, rispetto alle quali come consiglieri siamo nuovamente costretti ad agire nelle sedi competenti”.

La replica di Mistretta

Il presidente di AMAT Giuseppe Mistretta, dal canto suo, ha respinto con decisione ogni addebito, parlando di ricostruzioni: «erronei se non mendaci» e chiarendo che: «Le decisioni oggetto di polemica non appartengono alla volontà di una singola persona. Si tratta di deliberazioni assunte collegialmente dal cda» aggiungendo inoltre: «Attribuire tali scelte al presidente significa non riconoscere il funzionamento degli organi amministrativi e alterare la realtà dei fatti.».

Secondo il presidente si tratterebbe infatti di: «Non scelte arbitrarie, ma atti dovuti per assicurare il regolare funzionamento del servizio pubblico.» fino a sostenere che: «Non esiste alcuno scandalo»

Sarà naturalmente compito degli organi competenti chiarire i fatti, ma dal punto di vista politico e amministrativo la questione è già estremamente seria. Perché il tema non riguarda soltanto eventuali profili procedurali, ma la qualità complessiva della governance di un’azienda che gestisce un servizio essenziale per la vita quotidiana della città. E questo assume un peso ancora maggiore se si guarda alla condizione della mobilità palermitana.

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