PER LA GIACHERY-POLITEAMA PROBLEMI CHE NON CONSENTIREBBERO L’APERTURA A GIUGNO . 

 
Salta anche la previsione di giugno e si va verso fine anno per l’apertura della tratta Giachery-Politeama dell’anello ferroviario. La notizia si sta diffondendo, in ambiente ferroviario, con crescente attendibilità, anche se le bocche, ufficialmente, rimangono cucite. Ormai in pochi credono alla previsione di apertura a giugno, già pessimistica rispetto agli annunci precedenti, targati settembre 2025, poi dicembre e, infine, gennaio 2026. Date regolarmente saltate. 

La previsione di slittamento a fine 2026 è dovuta a motivi tecnici piuttosto seri, noti anche al Comune (ente committente dei lavori) che, infatti, si unisce al riserbo di RFI, non rilasciando dichiarazioni. Problemi che hanno finora impedito ad ANSFISA (l’ente nazionale incaricato di verificare la sicurezza delle linee ferroviarie) di rilasciare il nulla osta di propria competenza.

Non si tratta certo di far coincidere l’apertura della linea con l’orario invernale, come abbiamo letto, ridendoci su, da qualche parte. Informazioni senza senso, che può diffondere soltanto chi si atteggia ad esperto di trasporti senza saper distinguere una rotaia da un paracarro.

 

Come si ricorderà, peraltro, opere similari, come il Passante ferroviario (apertura all’esercizio 8 ottobre 2018), sono state attivate nel bel mezzo delle consuete stagioni degli orari ferroviari, che vanno dalla seconda domenica di dicembre alla seconda di giugno (orario invernale) e dalla seconda domenica di giugno alla seconda di dicembre (orario estivo).

La cause del ritardo

Ma quali le motivazioni reali di questi ritardi? Innanzitutto la complessità delle opere da attivare, che non si possono riassumere nelle pur complesse opere civili. La tratta in questione è quasi interamente in galleria, come lo sono le due nuove stazioni, Porto e Politeama, che comprende.

Sia in linea che, soprattutto, in stazione, la presenza di impianti di sicurezza e di confort per i viaggiatori è massiccia: si pensi ai sistemi di areazione, che comprendono enormi ventilatori ad alimentazione elettrica, ai sistemi antincendio, che comprendono tubazioni, pompe ed enormi riserve d’acqua, all’illuminazione, ordinaria e di emergenza, ai sistemi informativi, visivi ed acustici ed all’alimentazione di tutti questi impianti che si somma a quella della trazione in linea.

Insomma, tutti sistemi il cui funzionamento non può essere lasciato al caso, e che sembra non abbiano dato le risultanze che ci si aspettava in sede di collaudo. A quanto sembra, ciò è dovuto alle infiltrazioni d’acqua, di cui si è dato notizia in passato, senza entrare nei dettagli. In particolare, le infiltrazioni sembra abbiano raggiunto i locali tecnici, mettendo a rischio il funzionamento degli impianti elettrici.

Interventi “correttivi” che richiedono tempi lunghi

Un problema non da poco, se si pensa che buona parte della tratta corre sotto il livello del mare ed in piena falda acquifera. Non è un caso, infatti, che il problema si sia presentato nei pressi della stazione Porto. E chi ha lavorato in queste condizioni sa che è molto difficile riuscire ad eliminare del tutto le infiltrazioni d’acqua all’interno delle opere sotterranee.

I tecnici stanno lavorando alacremente per risolvere il problema, incrementando i sistemi di pompaggio, ma sembra che ANSFISA non ritenga sufficiente tale intervento. Se, come si vocifera, occorrerà intervenire sull’impermeabilizzazione delle pareti perimetrali dei locali interrati, potrebbe volerci molto tempo. E’ per questo che in pochi azzardano previsioni, pur ammettendo che i tempi di intervento quasi certamente non sono compatibili non soltanto con l’inizio dell’estate, ma neanche con i primi mesi autunnali.