L’ennesimo spostamento dell’apertura della tratta Giachery-Politeama dell’anello ferroviario, che comprende anche le fermate Porto e Politeama, quest’ultima centralissima, è ormai cosa certa.
La previsione più che probabile, forse persino auspicabile, è quella del taglio del nastro a giugno. In realtà, una data certa non la sanno neanche i tecnici di RFI (lo abbiamo accertato…) ma di apertura a breve praticamente non se ne parla più. Quindi, a questo punto, tanto vale aspettare giugno ed il nuovo orario ferroviario estivo.

L’ennesimo rinvio

I rinvii, per quest’opera, non si contano. Anche adesso che siamo arrivati faticosamente alla ultimazione dei lavori, l’apertura della linea è stata rinviata di continuo: solo nell’anno appena trascorso la data è slittata almeno tre volte, e sempre in avanti.

L’assessore regionale alla Mobilità Alessandro Aricò, sul sito TFN WEb in un articolo del 16 ottobre 2024, si rallegrava dell’andamento dei lavori che “consentiranno, entro la prossima estate, di inaugurare le fermate Porto e Politeama”.

Nel settembre del 2025 inaugureremo le fermate Porto e Politeama completando la prima fase dell’Anello ferroviario di Palermo” dichiarava sul sito ANSA il 28 ottobre del 2024 l’allora presidente di Rete ferroviaria italiana Dario Lo Bosco, oggi Amministratore Delegato di Italferr.

Ed ancora il 15 aprile 2025 si leggeva su Repubblica.it “Entro settembre l’apertura delle stazioni Porto e Politeama dell’anello ferroviario di Palermo” .

Saltato l’appuntamento, a inizio novembre 2025 si parlava su Lasicilia.it di accelerazione dei lavori con l’obiettivo di inaugurare le fermate entro dicembre 2025: l’assessore regionale e l’assessore comunale Maurizio Carta  erano possibilisti, facendo riferimento alla speranza che il primo treno potesse passare già a Natale.

Quindi l’ulteriore delusione. E siamo ad oggi.

Sicilia in Progress osservando i fatti, aveva capito tutto…

Noi di Sicilia in Progress, su questa linea abbiamo sempre avuto le idee ben chiare. D’altronde, di professione facciamo gli ingegneri e gli esperti di trasporti, non i politici o i portavoce, ben più avvezzi di noi a proclami ottimistici.

Sin dalla primavera 2025, avevamo chiaramente dichiarato che l’entrata in esercizio entro settembre 2025 fosse improbabile, alla luce dello stato degli impianti, delle procedure autorizzative e dei collaudi ancora da completare. Una valutazione tecnica che andava oltre l’aspetto meramente visivo dei cantieri.

Nel settembre 2025, in un altro articolo pubblicato sul nostro sito, avevamo ulteriormente chiarito il quadro: l’apertura nei primi mesi del 2026 rappresentava lo scenario più realistico, smentendo già da allora l’ipotesi di inaugurazione entro fine 2025.

Ai primi di dicembre, mentre sul web circolavano annunci di apertura “imminente” dell’intera tratta Giachery-Politeama, noi ribadivamo la nostra posizione: non vi erano le condizioni tecniche per un’attivazione a breve.

Non si trattava di pessimismo, ma di una lettura fondata sulle tempistiche tipiche di completamento impiantistico, prove di esercizio, certificazioni di sicurezza, autorizzazioni finali.

Intanto, i finti esperti del web, ci insultavano

Eppure, in quei giorni, i soliti “esperti” dei social — probabilmente laureati al Politecnico di Roccacannuccia — davano per fatto ciò che fatto non era. A costoro bastava vedere montata la linea aerea di alimentazione per proclamare l’imminente passaggio dei treni.

Peccato che una ferrovia non si esaurisca con i binari e la linea elettrica: esistono sistemi di sicurezza, apparati tecnologici e verifiche che chi ha al massimo azionato un trenino elettrico difficilmente può immaginare.

Per aver previsto correttamente i rinvii — prima a settembre e poi a dicembre — siamo stati tacciati di incompetenza e destinatari di epiteti poco eleganti. I fatti, però, hanno seguito esattamente la traiettoria che avevamo indicato, ammutolendo gli esperti da tastiera.

I problemi tecnici da risolvere

Innanzitutto, una precisazione: il problema non può semplicemente essere indicato come il mancato “visto” di ANSFISA (Agenzia Nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradale), come abbiamo letto un pò ovunque. E’ come dire ad un tizio febbricitante che la causa della sua influenza è il termometro.

In realtà, il ritardo di ANSFISA è conseguente dalla condizione della complessa impiantistica a corredo della linea, quasi interamente in galleria (fa eccezione la breve trincea “Ucciardone”). Sembrerebbe, infatti, che alcuni impianti siano ancora in fase di perfezionamento, se non addirittura di montaggio. Parliamo di impianti indispensabili in galleria, quindi attinenti alla sicurezza: impianti di segnalamento di emergenza e, soprattutto, antincendio.

La normativa, in questo senso, è esigentissima, a causa delle norme conseguenti alcuni eventi infausti, in particolare la tragedia del Monte Bianco del 1999. Molti dei nostri lettori ricorderanno, a tal proposito, i ritardi nella consegna del passante ferroviario da Notarbartolo a San Lorenzo, proprio in uno dei tratti più lunghi in galleria. Per gli amanti dei riferimenti legislativi, si tratta delle norme introdotte con il DM 28 ottobre 2005 recentemente sostituito dal Decreto Ministeriale 4 marzo 2025, che aggiorna la disciplina nazionale in linea con gli standard europei sulla sicurezza delle gallerie ferroviarie. Un aggiornamento che ha ulteriormente inasprito gli adempimenti da compiere, per di più intervenuto a lavori in corso.

Non basta quindi posare in opera l’impiantistica, ma occorre adeguarla. Da quanto ci risulta si tratta di interventi limitati, ma ancora in corso. Per questo motivo l’ipotesi di apertura a giugno 2026 appare, allo stato attuale, non solo plausibile ma, probabilmente, la più logica. Una data certa, peraltro, non sarebbe ancora stata formalmente definita neppure in ambito RFI.

A questo punto, l’avvio in coincidenza con il nuovo orario ferroviario estivo rappresenterebbe una soluzione ordinata e coerente con le prassi di esercizio. Ad ogni modo, continueremo ad informarvi tenendo sempre alta la nostra attenzione su questa infrastruttura.

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