RFI UFFICIALIZZA LA SCELTA DELLA SOLUZIONE TIRRENICA, METTENDO DEFINITIVAMENTE IN SOFFITTA L’ASSURDO TRACCIATO LUNGO LA VALLE DEL CRATI

Come riportato ieri da Strettoweb in un articolo a firma di Peppe Caridi, la scelta del  tracciato tirrenico per la nuova linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, è ormai una certezza. Ne avevamo dato notizia in questo articolo del 1 novembre scorso, sottolineando quanto avevamo scritto quasi tre anni fa, a favore di questa soluzione.

Da allora, come conferma Strettoweb, si sono registrate crescenti preferenze  per la soluzione tirrenica, culminate nelle parole del sottosegretario alle Infrastrutture Tullio Ferrante che avevamo commentato nell’articolo del 1 novembre, ed in quelle espresse di recente anche dal governatore regionale Roberto Occhiuto.

Nel dibattito sul tracciato è intervenuto ieri durante l’ennesimo incontro del dibattito pubblico il responsabile della direzione investimenti di Rfi per Sicilia e Calabria, Marco Marchese, che ha smontato in modo perentorio l’alternativa “interna” e cioè il passaggio da Praia a Mare a Tarsia e poi la prosecuzione verso Sud lungo la valle del Crati seguendo il percorso dell’A2 Salerno-Reggio Calabria tramite Cosenza.

Gli approfondimenti progettuali successivi al primo documento di fattibilità – ha detto Marchese – hanno evidenziato forti criticità. Da un punto di vista tecnico la realizzazione e manutenzione di quel tracciato risultava molto complessa. I costi economici e quelli ambientali non erano sostenibili. Un progetto deve essere anche approvabile. E quello del tracciato Praia-Tarsia il ministero dell’Ambiente avrebbe finito per bocciarlo, tanto più in presenza di un’alternativa valida come quella litoranea sul Tirreno. Insomma, quel progetto non aveva le gambe”.

Il primo lotto del progetto è già progettato e prevede l’arrivo dell’alta velocità a Praia a Mare entro il 2032: si tratta di un progetto imponente perchè si snoda su 46 chilometri da Vallo di Diano a Praia a Mare, appunto, su un territorio orograficamente molto complesso perchè montano. Si snoderà tra il Cilento, l’Appennino Lucano e il Pollino, dove le montagne superano abbondantemente i 2.000 metri di altitudine. Imponenti le opere previste: l’80% di questo percorso, pari a ben 37 chilometri, correrà  in galleria, con un traforo di ben 22 chilometri a Casalbuono. Non mancheranno neanche i viadotti, come il ponte di Lagonegro.

La scelta di Rfi per la soluzione tirrenica

La prosecuzione del tracciato verso Sud era prevista in maniera piuttosto complicata, dato che, una volta giunta sulla costa, a Praia, la linea si sarebbe dovuta nuovamente incamminare verso l’interno per raggiungere Tarsia, sula valle del Crati. Ma le cose sono cambiate, come avevamo anticipato: su questo punto Marco Marchese è stato chiarissimo: “la scelta in corso converge sul corridoio tirrenico. Il progetto che si sta sviluppando per il lotto 2 non è il potenziamento della linea esistente. Si realizzerà un nuovo tracciato qualche chilometro più su, e richiederà quindi lo scavo di gallerie“. Abbiamo quindi l’ennesima conferma che il tracciato prescelto sarà quello litoraneo.

Una soluzione che evita un inutile saliscendi e che permette di ridurre di oltre 30 km il tracciato rispetto alla soluzione precedentemente individuata, e con esso i tempi di percorrenza.  Il tracciato, inoltre, potrebbe essere attivato per “lotti funzionali” più facilmente grazie proprio alla vicinanza della ferrovia “storica”: anche una tratta di pochi chilometri potrebbe essere attivata semplicemente collegandola alla vecchia linea con raccordi di poche decine di metri.

Il riammodernamento, con raddoppio, della galleria Santomarco, previsto nel progetto, garantirà inoltre l’importante collegamento con Cosenza, che non verrebbe tagliata fuori come paventavano i fautori della soluzione lungo la valle del Crati, consentendo anche di raggiungere la costa ionica.