Il film su Biagio Conte resta senza fondi: la politica ignora il “santo di Palermo”
Biagio Conte, missionario laico palermitano, per molti era già un santo in vita. Alla sua morte, nel gennaio 2023, fu celebrato unanimemente come tale da vescovi, autorità, politici e gente comune. Un uomo che ha dedicato la sua vita ai poveri, agli ultimi, agli emarginati, diventando simbolo di solidarietà e speranza per la città e per l’Italia.
Proprio per questo il progetto di un film sulla sua storia – prodotto dalla casa di produzione Anele con il sostegno di Rai Fiction – aveva raccolto attese e consenso (QUI un nostro articolo al proposito). Un film che avrebbe potuto portare la testimonianza di Biagio Conte ben oltre i confini siciliani, facendo conoscere al grande pubblico una delle figure più amate della Palermo contemporanea.
L’esclusione dai finanziamenti
La Sicilia Film Commission ha però escluso il progetto dalla graduatoria dei film finanziabili, nonostante fosse stato giudicato ammissibile. Una decisione che ha suscitato sconcerto, aggravata dal fatto che altri progetti – come una miniserie su Matteo Messina Denaro – hanno invece ottenuto fondi pubblici.
Una scelta duramente criticata, a parole, dalle forze politiche, con tanto di richiesta di dimissioni dell’assessora al Turismo Elvira Amata, già indagata per le note vicende relative ai contributi concessi dal suo assessorato. il capogruppo del M5S, Antonio De Luca, aveva annunciato inoltre l’intenzione di di proporre un emendamento nella successiva variazione di bilancio per tentare di salvare il progetto, raccogliendo anche l’appello della Missione Speranza e Carità, che aveva parlato di decisione “sconcertante”.
Le promesse politiche
A luglio 2025 il presidente della Regione Renato Schifani aveva annunciato che il film su Biagio Conte sarebbe stato reinserito tra i finanziamenti attraverso la cosiddetta manovra ter. Ma l’emendamento è stato stralciato in Commissione Bilancio, insieme ad altre misure.
Il 27 agosto, Schifani ha contattato la produttrice Gloria Giorgianni per rassicurarla: “I fondi ci sono e li riproporrò in giunta”. Ma poche ore dopo De Luca, con toni scettici, ha bollato l’annuncio come “l’ennesima figuraccia del governo”, ricordando che promesse simili erano già state disattese.
Le tensioni in Forza Italia
La polemica è rapidamente esplosa anche all’interno di Forza Italia, con il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè che ha attaccato Schifani in toni durissimi. In un post sui social ha denunciato: “Io ricordo le dichiarazioni e i proclami su Biagio Conte… Ma davvero la Regione che spende e spande per festini e carnevali non è stata capace di trovare la strada per assicurare nella Sicilia di Biagio Conte quattro spiccioli per fare un film sulla sua storia?” (livesicilia.it, buttanissima.it, virgilio.it)
L’attacco di Mulè ha costretto Schifani a reagire, con una risposta amara: “Raccogli le firme e auguri”, in risposta al tono provocatorio e all’ipotesi di candidatura interna rilanciata da Mulè (buttanissima.it).
L’amarezza della produzione
“Così sono costretta a girare il film fuori dalla Sicilia”, ha dichiarato Giorgianni, sottolineando l’assurdità di perdere l’indotto e l’occasione culturale che l’opera avrebbe generato nella terra stessa di Biagio Conte.
Un’occasione mancata
Il contrasto è evidente: la politica ha celebrato con solenni parole Biagio Conte come un “santo”, ma quando si è trattato di sostenere concretamente un progetto che ne tramandasse la memoria, ha preferito altri titoli, forse più “supportati” politicamente, ma destinati a rimanere ignoti al grande pubblico.
L’ennesimo segnale di una politica chiusa nella sua torre d’avorio, capace di spendere retorica sulla figura di un uomo amato dalla gente comune, ma incapace di tradurla in scelte coerenti. Per la Sicilia e per il suo popolo, un’occasione persa.








