Frane, a Bisacquino messa in sicurezza del monte del santuario della Madonna del Balzo

 

La programmazione della messa in sicurezza del costone su cui si staglia il santuario della Madonna del Balzo, a Bisacquino nel Palermitano, fa registrare un altro significativo passo in avanti. La Struttura di contrasto al dissesto idrogeologico, guidata dal governatore Renato Schifani, ha infatti pubblicato la gara per i servizi tecnici di progettazione e direzione dei lavori sul tratto che procede dalla strada panoramica di accesso e che porta al santuario.

 

L’obiettivo è quello della stabilizzazione e del pieno recupero di tutta l’area, dove è peraltro in corso di esecuzione un primo intervento a monte del complesso monumentale, a rischio per tanti anni a causa di varie criticità che, nel giro di qualche mese, verranno definitivamente risolte.

 

Il bando degli uffici di piazza Ignazio Florio, diretti da Maurizio Croce, completa il quadro e prevede indagini e rilievi propedeutici alla definizione di un documento progettuale. È di 400 mila euro l’importo complessivo a base di gara, con una scadenza per la presentazione delle domande fissata al prossimo 20 luglio.

 

Diversi gli eventi che, nel tempo, hanno compromesso la sicurezza dell’area, da quelli alluvionali del 2015 che colpirono entrambe le aree – da quella di pertinenza del santuario a quella della strada panoramica di accesso, oggetto della gara in questione – al devastante incendio del 2017 che, con la distruzione della vegetazione, aggravò una situazione già preoccupante per aspetti geologici e geomorfologici. Inevitabile la conseguente chiusura dei luoghi sia alla circolazione dei veicoli sia a quella dei pedoni.

 

I versanti calcarei si presentano ripidi e scoscesi e sono caratterizzati da frequenti balzi e rotture che lasciano il posto ad estesi accumuli detritici e argillosi. La mancata regimazione delle acque ha generato, inoltre, forme tipiche di erosione, accentuate dalla pendenza superiore al 30 per cento e dal dislivello esistente tra il santuario e la cima di Monte Triona.

 

Il progetto non potrà che prevedere opere di rafforzamento corticale, mediante l’installazione di rete metallica a doppia torsione a maglia esagonale e opere di protezione passiva come le barriere paramassi per contrastare il distacco e il rotolamento di materiali lapidei.