LA FUTURA DIGA FORANEA DI GENOVA CONTINUA A FAR PARLARE DI SE’

La prima sezione del Tar della Liguria, il 7 maggio scorso, ha annullato l’aggiudicazione della gara per la realizzazione della nuova diga foranea di Genova. L’infrastruttura, da realizzare più al largo rispetto a quella esistente, consentirebbe la demolizione di quest’ultima e l’allargamento dell’accesso alle banchine, in maniera tale da consentire l’attracco alle grandi navi portacontainers provenienti da Far East.

Il ricorso sull’aggiudicazione era stato presentato da Eteria, il consorzio guidato dai gruppi Gavio e Caltagirone con la spagnola Acciona e Rcm costruzioni, classificatosi secondo al termine della gara di appalto.

La sentenza, comunque, non bloccherà i lavori. Come ricorderete, l’opera è finanziata con le risorse del Pnrr, “e trovando applicazione l’articolo 125 del codice del processo amministrativo, l’annullamento dell’affidamento non comporta la caducazione del contratto già stipulato”. L’illegittimità dell’atto, sancita dal TAR, ha valore solo a fine risarcitorio: un risarcimento che si preannuncia milionario, e sarà erogato nel caso in cui la decisione fosse confermata nei successivi gradi del giudizio amministrativo. L’autorità portuale di Genova ha già annunciato che ricorrerà al Consiglio di Stato.

La diga è l’opera più grande da realizzare con i fondi del Pnrr ed è stata assegnata con un’offerta di poco più di 843 milioni su base d’asta per la prima parte dei lavori di 928 milioni (Webuild ha fatto un ribasso del 9,4% contro l’8,01% di Eteria). Il costo complessivo è di 1,3 miliardi e sarà lunga 6,2 km: la prima parte di lavori è di 4,1 km.

Su quest’opera non sono mancate le polemiche di cui, come si ricorderà, abbiamo dato conto in questo blog. Su tutte le dimissioni del direttore tecnico di Rina Consulting, aggiudicataria dell’appalto da 19 milioni di euro per il Pmc (Project Management Consulting) dei lavori, Piero Silva, “per evidenti ragioni etico-deontologiche” per considerazioni legate alla fattibilità tecnico-economica del progetto. Ne abbiamo riferito in QUESTO ARTICOLO.

Nel merito, come riporta il sito ANSA.IT,  Il Tar ha accertato che per entità è il lavoro indicato da Webuild più affine, più rilevante e dunque più significativo dal punto di vista tecnico della capacità di realizzare l’opera. Ma per i giudici il lavoro a Singapore “non è direttamente riferibile, neppure pro quota, alla mandante del Rti Webuild Sidra spa” e dunque “non può essere ritenuto significativo della sua capacità a realizzare la prestazione sotto il profilo tecnico. Nonostante non fosse direttamente riferibile a Sidra spa”

Il lavoro “non soltanto è stato positivamente valutato, ma ha assunto nelle valutazioni del collegio degli esperti un’importanza determinante e decisiva”. Quel lavoro ha avuto come attore principale Dredging international che appartiene allo stesso gruppo di Sidra (Deme group), ma l’intervento è stato compiuto da Sidra.

La realizzazione dell’opera è stata assegnata il 14 ottobre 2022, dopo una prima procedura di gara andata deserta. L’aggiudicazione è stata impugnata l’8 novembre e il 21 dello stesso mese il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva e il rinvio dell’inizio dei lavori. I ricorrenti sottolineano che la commissione non ha tenuto conto del cronoprogramma dei lavori: con Eteria si sarebbero conclusi il 30 maggio 2026, con il consorzio Webuil il 30 novembre 2026. Il 23 novembre è stato stipulato il contratto con il consorzio PerGenova Breakwater.

Se la sentenza del Tar dovesse essere confermata negli altri gradi del giudizio amministrativo, l’Autorità portuale dovrà pagare un risarcimento milionario. E allora potrebbe intervenire la Corte dei Conti contro l’Autorità portuale, ipotizzando l’accusa di danno erariale.

DIGA FORANEA GENOVA
fonte: https://dpdigaforanea.it/il-progetto/