Ferrovia Genova-Casella ancora paralizzata

La sospensione della riapertura della linea montana Ferrovia Genova‑Casella si trasforma, giorno dopo giorno, in un fallimento tragico per la mobilità entroterra del capoluogo ligure. Le promesse di avviare i lavori necessari e restituire un servizio efficiente si susseguono, ma i fatti — per ora — registrano solo ritardi, rinvii, scambi di accuse e una totale assenza di certezze per chi vive nei comuni vallivi. Questo silenzio protratto mette a rischio non solo un collegamento storico, ma anche la fiducia dei cittadini verso l’idea stessa di trasporto ferroviario locale.

Trasporto pubblico urbano: la fine di una sperimentazione coraggiosa

Al contempo, l’operazione di gratuità del trasporto pubblico urbano (bus, metro, ascensori e funicolari) voluta da AMT Genova per incentivare una mobilità più sostenibile, sta per essere archiviata. Con il ritorno delle tariffe, decine di migliaia di viaggiatori si troveranno a dover pagare nuovamente per spostarsi, dopo aver preso confidenza con un TPL accessibile, praticamente gratuito per molti.

In un recente pezzo su In Progress dal titolo «Genova, TPL di nuovo a pagamento. Un passo indietro mentre il mondo va avanti» avevamo denunciato come questa scelta rappresentasse un’arretratezza ingiustificata di fronte alle sfide ambientali e sociali che le città europee affrontano. Oggi, alla prova dei fatti, quella nostra previsione appare tragicamente confermata.

Il doppio dissesto: trasporto urbano e extraurbano allo sbando

Il quadro che emerge è drammatico: da un lato la ferrovia valliva ferma e abbandonata a se stessa, dall’altro un sistema di mobilità urbana che rinuncia all’unica chance reale di invertire la tendenza — offrire un’alternativa concreta all’auto privata. In una città già gravata da congestione, smog e disuguaglianze territoriali, questa doppia battuta d’arresto rischia di acuire le divergenze tra centro e hinterland, tra chi può permettersi l’auto e chi invece dipende dal trasporto pubblico.

TPL gratuito, un investimento

Noi di In Progress abbiamo sostenuto con forza che la gratuità del TPL a Genova non era un favore ma un investimento: un modo per abbattere le barriere economiche, favorire l’inclusione sociale, ridurre il traffico e le emissioni, avvicinare i cittadini al trasporto collettivo.

Oggi, con la ferrovia ancora ferma e la gratuità revocata, l’impressione è che si torni indietro. E non di poco. Non basta più lamentarsi: serve un piano concreto di rilancio. Serve che le istituzioni — Comune, Regione, gestori del trasporto — assumano una visione di medio e lungo termine, investano in infrastrutture, garantiscano bilanci sostenibili e soprattutto — ristabiliscano la fiducia delle persone.