Un passo avanti importante per la ferrovia che serve il napoletano
L’ANSFISA ha autorizzato le prove in linea dei nuovi treni Stadler destinati alla rete della Circumvesuviana, un passaggio fondamentale prima dell’ottenimento dell’AMIS. I convogli iniziano così a circolare sulle linee reali per testare prestazioni, frenatura, interazione con gli impianti di segnalamento e comportamento nelle tratte più impegnative, incluse le sezioni con curve strette e rampe dell’anello vesuviano.
Si tratta di convogli progettati per lo scartamento ridotto di 950 mm, capaci di operare su una rete complessa che presenta tratti tortuosi, pendenze fino al 55‰ e un’altissima densità di fermate. Il via libera ai test è un segnale positivo per un sistema ferroviario che da anni convive con convogli vetusti, guasti frequenti e corse soppresse.
La tecnologia e la promessa di rinascita
I nuovi treni Stadler sono costruiti secondo lo standard dei convogli tram-train modulari, con una lunghezza di circa 40 metri, una velocità massima di 100 km/h e un’accelerazione più rapida dei modelli attualmente in servizio, grazie ai motori asincroni distribuiti sulle casse.
La climatizzazione è finalmente moderna, con gruppi autonomi regolati elettronicamente, mentre i sistemi di bordo integrano il nuovo ETCS che sostituirà progressivamente i vecchi sistemi di controllo marcia-treno. L’accessibilità è migliorata con pianali ribassati e pedane automatiche, un passo avanti importante rispetto ai treni attuali, spesso inadeguati per utenti con mobilità ridotta. Anche la capacità di trasporto migliora, con oltre 250 passeggeri per convoglio tra posti a sedere e in piedi, un aspetto cruciale nelle ore di punta sulle linee per Sorrento, Sarno e Baiano. Dal punto di vista tecnico, i nuovi treni rappresentano un salto di qualità significativo e introducono standard più vicini alle reti europee moderne.
Ritardi, attese e responsabilità
Nonostante l’entusiasmo per l’avvio dei test, resta l’ombra dei ritardi. La commessa risale al 2019, ma dopo sei anni EAV ha ricevuto soltanto tre convogli, nessuno dei quali è ancora in servizio regolare. La produzione è stata rallentata da pandemia, blocchi logistici e perfino dall’alluvione che ha colpito lo stabilimento spagnolo coinvolto nell’assemblaggio, ma ciò non cancella il fatto che la qualità del servizio quotidiano abbia continuato a peggiorare.
I nuovi treni rappresentano un’opportunità reale di miglioramento, ma dopo anni di disservizi la fiducia dei pendolari non si riconquista con un comunicato stampa: serve continuità, programmazione e la capacità di tradurre un investimento tecnologico in un servizio finalmente stabile, frequente e affidabile.








