PER ADOC, SICILIA CONSUMATORI E PENDOLARI INACCETTABILE L’AUMENTO DEL 10% SU TUTTI I SERVIZI FERROVIARI ENTRATO IN VIGORE DAL 1 GENNAIO

Una nota congiunta di ADOC (Associazione Difesa ed Orientamento dei Consumatori), SICILIA CONSUMATORI  e COMITATO  PENDOLARI SICILIANI-CIUFER si scaglia decisamente contro l’aumento delle tariffe di biglietti ed abbonamenti, entrato in vigore con il nuovo anno, pari al 10%. Aumenti di cui consumatori e pendolari chiedono l’immediata revoca.

Si legge nella nota: “Un incremento che, secondo le clausole-capestro del Contratto di servizio Regione-Trenitalia dovrebbe avvenire ogni due anni. Già applicato il primo aumento nel 2020, il secondo avrebbe dovuto essere applicato dall’inizio del 2022, ma venne scongiurato da un intervento della stessa Regione, conscia, allora, delle difficoltà che ne sarebbero derivate ai viaggiatori. L’incremento entrato in vigore dal 1 gennaio 2023 appare del tutto inatteso, dal momento che ci si sarebbe aspettato l’arrivo del 2024 per il successivo incremento dei prezzi. Ci si chiede, peraltro, cosa avverrà il prossimo capodanno, quando magari si penserà bene, alla luce del contratto di Servizi, di applicare il terzo incremento previsto.

A sorprendere consumatori e pendolari è la modalità, assolutamente inaspettata, dell’entrata in vigore degli incrementi tariffari.

L’INDIFFERENZA DI REGIONE E TRENITALIA

Ma nella nota si legge anche delle richieste di miglioramento del servizio, più volte avanzate in sede di tavolo Tecnico di confronto ma del tutto inascoltate da parte di Regione e Trenitalia.

Tutto questo avviene nella totale indifferenza riservata alle richieste di Comitati ed associazioni, periodicamente convocate al Tavolo Tecnico che si tiene presso l’Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, e regolarmente ignorate.

La nota va poi nello specifico: “Nulla si sa circa una razionalizzazione degli orari, che, lontani dal cadenzamento che caratterizza ogni servizio ferroviario che si rispetti, presentano combinazioni penalizzanti per i viaggiatori che si trovano regolarmente ad affrontare lunghe attese in stazione a causa di coincidenze inesistenti. Più volte richiesta, anche con una collaborazione attiva degli scriventi, e più volte promessa, tale razionalizzazione non ha mai avuto luogo negli ormai 6 anni di vigenza del nuovo Contratto di Servizio“.

Un cenno merita la situazione dei passanti ferroviari, le cui carenze sono state più volte sottolineate da “In Progress”, anche sulla base dei rilevamenti e degli studi effettuati sul Passante ferroviario di Palermo. Dove, è bene ricordarlo, si continuano ad offrire due treni l’ora, pieni fino all’inverosimile negli orari di punta e non solo.

Si continua a fornire un servizio quantitativamente carente, con i viaggiatori costretti ad affollare i pochi treni offerti nelle ore di punta, ormai simili a scatole di sardine. Gravissima, a tal proposito, la situazione dei passanti ferroviari di Palermo e Catania, oltre che della Metroferrovia di Messina, dove il servizio assume un valore fondamentale in chiave urbana, ma viene mantenuto su frequenze inaccettabili, orari impossibili e fermate saltate per la presenza di incomprensibili “corse veloci”. E dove il biglietto unico integrato tra i vari sistemi di trasporto non esiste (Catania) o è poco appetibile (a Palermo quello minimo è giornaliero) e finisce per scoraggiare gli utenti del trasporto pubblico, incrementando il traffico cittadino.

Non mancano i riferimenti alle altre linee ferroviarie dell’isola; “Ancora troppo carente l’offerta nelle linee a torto considerate “secondarie” del trapanese o del ragusano, dove i treni, la domenica, semplicemente non esistono. Nelle giornate feriali, invece, hanno la parvenza di vecchie automotrici diesel degli anni ’70 , ancora inspiegabilmente in esercizio, mentre si rimane in attesa dei nuovi treni ibridi, entrati in servizio pochi giorni fa ma inspiegabilmente utilizzati su linee elettrificate.

LA RICHIESTA UNANIME: REVOCA DEGLI AUMENTI

Quindi, la richiesta di ADOC SICILIA, SICILIA CONSUMATORI  e COMITATO  PENDOLARI SICILIANI-CIUFER è chiara: “Alla luce di quanto sopra, i sottoscritti non possono fare altro che richiedere l’immediata revoca degli aumenti previsti per il 2023, con provvedimento analogo a quello emanato lo scorso anno, a salvaguardia dei viaggatori già oberati dagli incrementi dei prezzi che hanno caratterizzato l’attuale stato di crisi su scala internazionale. Un provvedimento che venga esteso anche alle scadenze future, in maniera tale da scongiurare ulteriori aumenti.

Alla nota viene allegata la copia integrale della richiesta di miglioramenti del servizio ferroviario già avanzata a fine 2021, rimasta completamente disattesa. A dimostrazione della chiusura netta di Regione e Trenitalia rispetto a qualsiasi prospettiva di miglioramento dell’attuale condizione dei trasporti ferroviari in Sicilia.