SUL PASSANTE DI PALERMO SI RIPETONO LE INESATTEZZE DELLA STAMPA LOCALE – LA STRANA “VELOCIZZAZIONE” CHE NON SERVE A NESSUNO – SLITTA A SETTEMBRE IL DOPPIO BINARIO S.LORENZO-NOTARBARTOLO

Dopo “Repubblica”, ci casca anche il “Giornale di Sicilia”.

In un articolo di ieri sul Passante ferroviario di Palermo, presente sul sito www.gds.it, ci tocca leggere, anzi rileggere, sul quotidiano palermitano le stesse inesattezze che avevamo riscontrato qualche settimana addietro (esattamente il 3 aprile scorso) sull’edizione locale del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari (il nostro commento in un pezzo dell’8 aprile scorso).

La strana velocizzazione

Colpisce, in particolar modo, la tematica della “velocizzazione “ dei treni diretti all’aeroporto, salutata come un toccasana ma  che non è affatto prevista. E, per quanto ci riguarda, sarebbe proprio il caso di non prevederla.

Per velocizzare i treni, infatti, occorrerebbe saltare alcune fermate, cosa che già avviene su metà dei treni immessi sul Passante. Forse non lo sanno gli autori degli articoli sopra citati, ma un convoglio su due, tra Palermo centrale e Punta Raisi è un “regionale veloce” che pertanto, come avviene su tutti i treni con questa denominazione sull’intero territorio nazionale, salta alcune stazioni presenti lungo la linea. Accade quindi che importantissime stazioni come Tommaso Natale e Isola delle femmine, usufruiscano di un solo treno l’ora sui due in servizio.

Che già sono pochissimi per quella che l’articolo definisce “metropolitana urbana” : non esiste infatti nessuna metropolitana al mondo in cui ogni ora un solo treno effettua tutte le fermate mentre un altro ne salta buona parte. In genere, sulle metropolitane vere, i treni ogni ora si contano a decine ed effettuano regolarmente tutte le fermate. Senza contare che, nelle metropolitane vere, gli orari sono “cadenzati” ovvero passa un treno ogni tot. minuti.

Sul Passante il cadenzamento è un po’ “sui generis”: a Punta Raisi, per dirne una, i treni partono al minuto 28 ed al minuto 47 di ogni ora. Quindi, se, ad esempio, un passeggero perde il treno delle 14:47 deve aspettare fino alle 15:28 per prendere il successivo treno per Palermo: ben 41 minuti.

Incroci e precedenza, quanta confusione

Un’altra grossa inesattezza che, stranamente, a distanza di parecchi giorni, viene ripetuta dal Giornale di Sicilia dopo essere stata messa nero su bianco da Repubblica il 3 aprile scorso, riguarda le modalità con cui verrebbe realizzata questa “velocizzazione”.  Nell’articolo di gds.it leggiamo infatti che i treni sul Passante ferroviario “….potrebbero essere più veloci, con meno fermate, dato che il doppio binario permetterà ai convogli di non obbligarli a fare alcuni stop per la precedenza”.

Dopo aver precisato che si tratterebbe di incroci, e non precedenze (che riguardano treni che viaggiano nello stesso senso, e non in senso opposto come negli incroci) dobbiamo ribadire quanto abbiamo già scritto nel nostro precedente articolo dell’8 aprile. Facendo notare che gli incroci interessano la tratta a binario unico, di soli 6,5 km, S. Lorenzo-Orleans; al suo centro è ubicata la stazione in cui, tecnicamente, i treni in transito effettuano l’unico incrocio previsto lungo tutta la linea: Palermo Notarbartolo.

Una stazione che nessuno si sognerebbe di far saltare ai treni, essendo un punto di interscambio con l’anello ferroviario e la rete tranviaria;  nelle intenzioni del Comune, addirittura, essa dovrà diventare il nuovo Hub cittadino dei trasporti pubblici urbani e metropolitani.

Pertanto, nel caso del Passante, il doppio binario è irrilevante ai fini di una presunta velocizzazione del servizio, perché le fermate già effettuate rimarranno; ed è giusto che sia così. Ma ci si meraviglia parecchio di leggere, sullo stesso articolo, che si tratta di “metropolitana urbana” e che si ipotizza la presenza, al suo interno, di “treni più veloci” che saltano le fermate. Dimenticando che la velocità media commerciale di una metropolitana urbana non supera i 30/35 km/h.

Frasi che possiamo perdonare ai giornalisti, che magari potrebbero informarsi meglio prima di scrivere, ma che ci lascerebbero molto perplessi qualora fossero ispirati da qualche nota informativa proveniente dagli ambienti ferroviari. Dove, invece, la competenza nel settore più che un dovere, è un obbligo.

Brutte notizie per l’apertura del raddoppio

Per il resto, tornando alle notizie, quelle vere, sul Passante, confermiamo l’arrivo, entro maggio, del visto da parte di ANSFISA. Ma ci tocca anche dare conto del più che probabile, ennesimo, slittamento dell’apertura all’esercizio del secondo binario tra Notarbartolo e San Lorenzo. Non basta, infatti, il visto dell’agenzia per la Sicurezza nei trasporti ferroviari per avviare, tout court la linea, essendo necessari ulteriori passaggi riguardanti collaudo e pre-esercizio.

Alcuni “rumors” riferiscono una data: il 28 giugno. Ma, in questo caso, possiamo dar ragione a “gds.it” che dà per probabile l’apertura del raddoppio per il prossimo mese di settembre.

Poco male. Come sappiamo, raddoppio o non raddoppio, i treni in linea rimarranno sempre quelli, almeno finchè non si metterà mano al contratto di servizio tra Regione e Trenitalia. Una prospettiva lontanissima, che necessita di corpose variazioni nel bilancio regionale per reperire le somme necessarie, dal momento che ogni km-treno in più va pagato al gestore ferroviario da parte dell’ente regionale.

Provvedimenti assolutamente necessari, se si vuole rilanciare il trasporto pubblico più comodo e sostenibile nei fatti, oltre che nelle roboanti parole che i nostri amministratori pubblici sono abituati ad elargire quando si tratta di treni e ferrovie. Ma, di iniziative concrete, non si intravvede neanche un’avvisaglia.

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