Mobilità, Aricò: «Dal 25 aprile aumentano i treni che fermano a Sferracavallo. Tra Regione e Trenitalia sinergia che arricchisce il servizio»
Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, commentando l’incremento del numero di treni che quotidianamente effettuano una fermata nella stazione di Palermo Sferracavallo.
«È una crescita – ha aggiunto l’assessore – che conferma la validità e l’efficienza di un collegamento sempre più utilizzato e gradito dai viaggiatori. Con Trenitalia stiamo lavorando per ulteriori miglioramenti dell’offerta di trasporto per i pendolari che quotidianamente usano il passante ferroviario di Palermo. Per questo, da oggi il treno regionale 23474 si fermerà anche a Palermo Francia e Palermo De Gasperi».
Piccoli passi, ma c’è ancora tanto da fare …
Siamo ancora lontani dal concretizzare quanto chiediamo dal 2019: fermate in tutte le stazione e drastico incremento dei treni, a partire dalla frequenza di 1 ogni 15′, per poi arrivare anche a 1 ogni 5 minuti. Ma la risposta della Regione, con tanto di toni entusiastici, è quella che leggete sopra: striminzita e del tutto insufficiente.
Ma visto che l’ottimismo è il sapore della vita, ci piace pensare che a piccoli passi, faticosamente e molto lentamente, questo Passante si avvicini al suo vero ruolo: un asse fondamentale della mobilità metropolitana di Palermo. Senza esagerare, quasi a non voler intasare di buone notizie l’utenza (non sia mai che ci faccia l’abitudine!) continuano ad essere incrementate le fermate dei treni, ed anche le corse, almeno nelle ore di punta, come è successo, “ob torto collo” tra le 7 e le 9 del mattino sull’asse Isola-PA centrale.
Il paradosso di Tommaso Natale e, soprattutto, Maredolce
Certo, l’incremento sa di beffa, ad esempio, per i cittadini di Tommaso Natale (Circoscrizione, ci sei?) che, a differenza dei vicini di Sferracavallo, continueranno a doversi accontentare di un treno ogni ora, anche dopo il 25 aprile. Ma, si sa, Sferracavallo è località “turistica” e, come avete letto, i turisti vanno accontentati. Anche se, a differenza dei residenti, utilizzano il servizio pochi mesi l’anno e numericamente, se va bene, sono 10 volte meno numerosi.
Per non parlare di Maredolce, stazione ancora chiusa e sigillata. Eppure, proprio l’omonimo castello, di recente restaurato, dovrebbe essere un’attrazione turistica. Si, perchè la Regione a quello pensa. I residenti di Brancaccio, possono aspettare…








