Ponte sullo Stretto, il controllo della Corte dei conti: tutte le osservazioni sulla delibera CIPEss n. 41/2025
La Corte dei Conti ha esaminato la delibera CIPEss n. 41/2025, approvata lo scorso 6 agosto e relativa al Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria. Il provvedimento assegna risorse FSC e approva il progetto definitivo e gli atti previsti dal DL 35/2023. L’Ufficio di controllo ha tuttavia evidenziato una serie di rilievi, chiedendo chiarimenti e integrazioni entro 20 giorni.
Le criticità generali
La delibera, pur rappresentando la fase finale di un iter amministrativo complesso, presenta carenze nella motivazione delle decisioni assunte.
L’atto sembra più una ricognizione di attività già svolte dai vari soggetti istituzionali che una valutazione effettiva.
Per questo motivo, la Corte richiede chiarimenti sia di natura fattuale che giuridica.
Aspetti procedurali
- Trasmissione documenti: molti atti sono stati inviati tramite link al sito della società Stretto di Messina. L’Ufficio chiede chiarimenti sulla regolarità formale di questa modalità.
- Condizionamenti e interdipendenza: l’efficacia della delibera dipende da ulteriori passaggi (registrazione MIT/MEF e assenso al terzo atto aggiuntivo della convenzione). Per la Corte ciò rischia di creare incoerenze e sovrapposizioni con le norme del DL 35/2023.
- IROPI (motivi imperativi di interesse pubblico): si chiedono chiarimenti sulla delibera del Consiglio dei ministri del 9 aprile 2025, che ha riconosciuto motivi ambientali e di sicurezza a sostegno del progetto. La Corte vuole verificare la compatibilità con la direttiva europea 92/43/CEE e con le Linee guida VINCA.
- NARS (nucleo di consulenza): non è stato acquisito preventivamente il parere, come invece richiesto dal DL 35/2023.
- Ruolo dell’ART (Autorità di regolazione dei trasporti): la delibera esclude la sua competenza, ma la Corte chiede chiarimenti perché le norme sembrano attribuirle un ruolo.
Il progetto definitivo
La delibera approva il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, già validato in passato (2011 e 2024). Tuttavia:
- Le prescrizioni CIPE n. 66/2003 non sembrano completamente ottemperate.
- La Corte chiede chiarimenti sulle valutazioni del Comitato scientifico e sul rispetto delle condizioni fissate da norme e delibere pregresse.
Osservazioni, richieste e prescrizioni
La delibera recepisce le prescrizioni raccolte in conferenza di servizi, ma:
- Servono chiarimenti sulla quantificazione degli oneri correlati al quadro prescrittivo.
- Occorre dimostrare come tali costi siano stati considerati sia nella progettazione definitiva che in quella esecutiva.
Piano economico e finanziario
Il quadro economico approvato ammonta a circa 10,5 miliardi di euro, ma emergono vari punti critici:
- Differenze nelle stime: KPMG aveva quantificato 10,48 miliardi, mentre il quadro economico approvato è di 10,50 miliardi. La Corte chiede spiegazioni sul disallineamento.
- Oneri non chiari: mancano criteri trasparenti per la quantificazione di alcune voci di spesa.
- Chiarimenti richiesti su varie voci, tra cui:
- Sicurezza (206 mln nel 2011 contro 97 mln nel progetto preliminare).
- Servizi di ingegneria e monitoraggio (340 mln contro 235 mln).
- Risoluzioni immobiliari e interferenze.
- Opere compensative ambientali e sociali (266 mln contro 130 mln).
- Oneri ambientali e per i beni culturali.
- Stime di traffico e piano tariffario: basate su studi TPlan Consulting. La Corte chiede chiarimenti sui criteri adottati e sulla scelta della società di consulenza.
Rispetto della normativa europea
La Corte richiede chiarimenti sul rispetto della direttiva 2014/24/UE sugli appalti (art. 72), anche alla luce dei contatti già avviati con la Commissione UE.
Tempistiche e obblighi
L’Amministrazione ha 20 giorni di tempo per fornire chiarimenti e documentazione integrativa, come previsto dal DL 201/2011.
Trascorso tale termine, la Corte potrà decidere sul provvedimento, con la possibilità per l’Amministrazione di ritirarlo in autotutela.
Cosa c’è in gioco
Il controllo della Corte dei Conti non blocca il progetto, ma ne evidenzia diverse criticità procedurali, economiche e normative. In particolare:
- Serve maggiore chiarezza sulla legittimità degli atti e sulla sequenza dei provvedimenti.
- Occorre trasparenza sulla quantificazione dei costi e sugli studi economici di supporto.
- È indispensabile verificare la compatibilità con la normativa ambientale e comunitaria.
Il futuro del Ponte sullo Stretto, quindi, non dipenderà solo dalla volontà politica, ma anche dalla capacità del Governo e dei soggetti coinvolti di rispondere a queste richieste di chiarimento in tempi rapidi e con solide basi giuridiche e tecniche.








