Riceviamo e pubblichiamo con piacere l’articolo di Giuseppe Palamara, ingegnere civile, iscritto a Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno e grande conoscitore del progetto per il Ponte sullo Stretto. Cura anche la rubrica “La finestra sul Ponte” sul sito messinaoggi.it


LA VARA 2027: ENTRAMBE LE TORRI SU IL 15 AGOSTO 2027

di Giuseppe Palamara*

L’ing. Palamara non è un ultras pontista né tantomeno direttamente collegato con la progettazione. È solo un appassionato che dal 2009 divulga via social l’indispensabilità di questa grande opera che è il ponte sullo Stretto di Messina e vuole farlo in maniera il più possibile analitica, dunque elaborando lui stesso delle tabelle o delle proiezioni, ma sempre basandosi su fonti certe, come quelle governative e/o gli 8.280 elaborati del progetto definitivo approvato nel 2011.

Quattro turni lavorativi da sei ore ogni giorno per 365 giorni l’anno, per questo motivo WeBuild ha consegnato in quattro anni giusti senza un giorno di ritardo sul cronoprogramma il Çanakkale 1915 Bridge. Per questo motivo le torri del #messinabridge saranno pronte il 15 agosto del 2027 e i turisti potranno scegliere se vedere la Vara o questo evento.

 

ponte vara palamara
Figura 1- Il 15 agosto 2027 la città di Messina potrebbe trovarsi ad assistere ad un doppio importante evento.

Elaborazione del Cronoprogramma tavola GE0042 (parte B), traslando di 12 anni e 3 mesi la data di inizio lavori prevista 09/04/2012 in 09/07/2024. La torre sicula sarà completata in 1 anno e 11 mesi (dal 23/08/2025 al 25/07/2027, giorno del mio 64° compleanno). La torre calabra in 1 anno e 11 mesi ed inizierà un mese dopo (dal 12/09/2025 al 15/08/2027).

ponte cronoprogramma palamara

Ma vediamo cosa accadrà prima.

RUSPE IN AZIONE AL MARGI IL 9 LUGLIO 2024?

Si tratta di un’elaborazione del sottoscritto basata sulle dichiarazioni del Governo sulla data di inizio dei lavori e la previsione per l’acquisizione aree prevista dal cronoprogramma del progetto definitivo (tavole SE0001 e GE0042 – parte B).

L’acquisizione delle aree (tutta la trafila espropri, dalle lettere già inviate all’ultima demolizione), era un’attività che richiedeva quasi 10 anni nel progetto definitivo (si calcoli che 6 sono gli anni per costruire il ponte, ma MILESTONES e OPERE DI COMPENSAZIONE non rientrano). Traslando, come da nuovo iter, di 12 anni e 3 mesi (ergo inizio lavori ponte 9 luglio 2024), l’attività espropriativa sarebbe cominciata il 14/09/2022 e, per Torre Faro, dovrebbe essere completata entro il 14/09/2024 data di inizio opera di fondazione della torre sicula. Dunque le ruspe al Margi potrebbero iniziare la loro lavorazione (100 case da demolire del solo foglio 46) ragionevolmente appunto il 09/07/2024 e terminare in due mesi. Ci sta.

Si ricorda che l’ing. Michele Longo di WeBuild audito alla Camera dei deputati il 18/04/2023 ha detto che il progetto esecutivo sarà consegnato ed automaticamente approvato, da quel 18 aprile a 8 mesi e cioè entro il 18/12/2023. È dunque congruo per l’inizio lavori del ponte annunciato dal Governo per luglio 2024 (il sottoscritto ha scelto il 09/07/2024 per poter facilmente traslare di 12 anni e tre mesi l’inizio lavori previsto dal progetto definitivo che era il 09/04/2012. Il milestones era cominciato il 02/10/2009 con la firma dell’accordo tra lo Stato e il contraente generale e il 23/12/2009 con l’inizio dei cantieri (variante Cannitello). Di seguito i link alle fonti.

Ma a proposito di WeBuild, di recente a Salini in un’intervista era stato chiesto della galleria S. Cecilia di quasi 12 km (abbiamo parlato delle gallerie nella puntata n.2 de La finestra sul ponte), bene la risposta è stata semplice:“ma vi pare che noi non abbiamo fatto mai gallerie? Abbiamo fatto tra le più lunghe e difficili da realizzare del mondo”. Ad esempio l’eccellenza italiana 9 anni fa ha completato la galleria Sparvo della Variante di Valico (Webuid attualmente è impegnata al terzo Valico), utilizzando la più grande TBM (Tunnel Boring Machine = macchina per la perforazione di tunnel) del mondo tutta italiana ribattezzata Martina e la cui fresa (testa rotante in avamposto), dal diametro di 15,5 m è stata dipinta proprio coi tre colori della bandiera italiana

Vogliamo adesso fare una breve introduzione sul funzionamento di una TBM, che invece sarà certamente oggetto di approfondimento di una delle prossime puntate della nostra rubrica.

FASI AVANZAMENTO TBM

Fase 1 – Fase di avanzamento(figura 8). La ruota fresante viene spinta nello scavo da cilindri di spinta idraulici che esercitano 500 bar di pressione. La ruota fresante sbriciola il terreno che viene trattato e portato dalla parte inferiore dello scavo su nastri trasportatori.

Fase 2 – Fase di costruzione anello (figura 9). I conci sono prefabbricati in C.A. alzati da una gru nella parte anteriore della TBM e posizionati da un erettore e poi sistemati da appositi cilindri idraulici.

Le due fasi operative della TBM sono contemporanee ed alternate. L’avanzamento di una TBM è in grado di produrre 100 m di conci alla settimana. In fase di esercizio Martina ha lavorato a 28 m/g (dunque occorreranno poco più di 14 mesi per completare la galleria S. Cecilia, lunga 11,9 km, nei due sensi di marcia). Per ogni 100 m di galleria vengono rimossi 20.000 mc di terreno ed installati più di 500 conci.