Il progetto di riqualificazione tra cronoprogrammi ambiziosi e una macchina comunale sotto pressione

LO STATO DELL’ARTE

Il dibattito sul futuro dello Stadio Renzo Barbera è entrato in una fase particolarmente delicata, segnata da una crescente distanza tra narrazione politica, ambizioni sportive e reale capacità amministrativa di sostenere un procedimento complesso nei tempi annunciati. Nelle ultime settimane il tema è tornato con forza al centro dell’agenda cittadina, alimentato da prese di posizione pubbliche, appelli politici e prese di distanza più o meno esplicite tra istituzioni e soggetti coinvolti.

Da un lato, una parte del Consiglio comunale ha sollecitato un’accelerazione decisa sul progetto del nuovo stadio, chiedendo al Palermo FC uno sforzo ulteriore in termini di chiarezza progettuale e di formalizzazione degli impegni, nella convinzione che solo un dossier più definito possa consentire al Comune di procedere speditamente. Dall’altro lato, però, emergono con sempre maggiore evidenza le criticità strutturali dell’iter amministrativo, che non possono essere superate con semplici dichiarazioni di intenti o con appelli alla volontà politica.

In questo quadro si inserisce il tema delle ipotesi progettuali attualmente sul tavolo: quattro alternative differenti, analizzate a livello preliminare, ma non tutte con lo stesso grado di fattibilità tecnica, amministrativa ed economica. Tra queste, appare sempre più chiaro come una sola soluzione – la cosiddetta “alternativa 4” – rappresenti l’opzione realmente sostenibile e vantaggiosa per la città, in grado di coniugare riqualificazione dell’impianto, interesse pubblico e prospettiva di lungo periodo. Le altre ipotesi, pur suggestive sotto il profilo teorico, presentano criticità tali da renderle difficilmente praticabili nel contesto normativo e finanziario attuale.

È in questo contesto che si colloca l’intervento del consigliere comunale Ugo Forello, che ha rivolto un appello diretto alla società rosanero affinché si proceda con maggiore decisione, arrivando rapidamente a una proposta chiara e definitiva. Forello ha richiamato la necessità di “bruciare le tappe”, sottolineando come ulteriori incertezze rischino di compromettere l’intero percorso e di far perdere alla città un’occasione strategica.

Tuttavia, al di là degli appelli politici, resta centrale la questione della tenuta amministrativa del procedimento. La riqualificazione dello stadio non è soltanto una scelta di indirizzo, ma un’operazione complessa che richiede passaggi formali stringenti, valutazioni tecniche approfondite e una capacità organizzativa che, allo stato attuale, appare messa seriamente alla prova. Le scadenze già annunciate rischiano così di entrare in conflitto con i tempi fisiologici della macchina comunale, alimentando una pericolosa discrepanza tra aspettative pubbliche e possibilità reali.

La soluzione? Il comune crei un Ufficio Speciale

Come abbiamo già fatto notare, le difficoltà di un procedimento amministrativo lungo e complesso come questo, pressochè incompatibile con le scadenze già pubblicate, comportano per il comune un impegno straordinario di cui già si sono palesate enormi difficoltà: si pensi alla bozza di convenzione per 99 anni, poi frettolosamente “ritirata” per far ricorso ad una piu agevole proroga della concessione in essere.

Abbiamo indicato, in tempi non sospetti, la strada giusta (al termine di in un nostro articolo già nel mese di luglio del 2024), facendo ricorso alla nostra esperienza trentennale nel settore della P.A: istituire un ufficio speciale che si occupi esclusivamente della vicenda “stadio”. La normativa lo prevede: un ufficio speciale o di scopo interno può essere creato per la gestione esclusiva di una pratica complessa, purché ciò sia deciso con atto formale (ovvero, in questo caso, con delibera di Giunta, trattandosi di un atto di organizzazione degli uffici e dei servizi, come previsto dal TUEL), nel rispetto dell’autonomia organizzativa e delle regole di bilancio.

Una struttura nuova che consentirebbe a funzionari appositamente prescelti di seguire la pratica senza essere “distratti” da altri compiti ed affiancati anche da professionisti esterni che hanno già maturato esperienze specifiche. In questo caso, occorrerebbe far ricorso a personalità di altissimo profilo tecnico-amministrativo, in grado di superare difficoltà e portare a termine il procedimento senza intoppi.

Il gioco vale la candela, dal momento che parliamo di una struttura che, se adeguatamente potenziata, in presenza di una società ambiziosa come il Palermo FC, può rilanciare l’immagine della città nel mondo, con un ritorno economico non indifferente. Peraltro, una struttura sportiva riqualificata ed aperta 7 giorni su 7, in grado fi offrire svariati servizi, dagli shop center alle sale congressi, dal museo alla visita guidata, è già di suo un elemento attrattivo di primissimo livello.

Una struttura che segua la pratica in esclusiva è, a nostro avviso, l’unica iniziativa che il comune può prendere per rispettare le ambizione scadenze che sono state prefissate ma, soprattutto, per pervenire finalmente all’ottenimento di una struttura al passo con i tempi e gestita a lungo termine da un soggetto all’altezza di questo compito.