Sulla Convenzione con il Palermo FC le dichiarazioni del sindaco hanno poco di tranquillizzante. Spieghiamo perchè.
Sulla situazione dello stadio Renzo Barbera e sulla convenzione per la sua gestione tra comune e società Palermo FC, ovvero con la squadra di calcio locale, abbiamo già scritto, paventando tempi bui. Non poteva mancare, in questo clima, la rassicurante (?) dichiarazione del sindaco Roberto Lagalla, che riportiamo.
La dichiarazione del Sindaco
«Prosegue la collaborazione tra il Comune e la Palermo FC. Le due parti, sulle condizioni dello stadio “Renzo Barbera”, opereranno insieme anche per garantire l’esecuzione delle opere richieste dalla Lega Calcio, ai fini delle necessarie certificazioni.
Nelle more del rinnovo della concessione, lavoreremo congiuntamente alla società per assicurare i necessari adeguamenti dell’impianto, in vista della stagione sportiva 2025/2026 e nel rispetto dei tempi previsti dalla Lega.
In merito, l’amministrazione ha già provveduto ad accantonare tre milioni di euro per la realizzazione degli interventi previsti e ulteriormente potrà intervenire per quanto di sua competenza».
Parole che hanno non tranquillizzano affatto
Sarà per la nostra esperienza nel settore, sarà che conosciamo bene la politica locale, ma riteniamo queste parole del tutto insufficienti a rasserenare gli animi. Nè dei tifosi, nè degli sportivi, nè, tanto meno, del Palermo FC.
In premessa, riguardo alla somma citata di tre milioni di euro, voci non confermate ci dicono che questa somma non sia più disponibile. Si tratterebbe infatti, di un “avanzo” di bilancio che andava impegnato entro il 31 dicembre 2024, ma ciò non è stato fatto. Ovviamente, ci auguriamo che la somma possa essere in qualche modo recuperata, altrimenti si tratterebbe di un clamoroso autogol (siamo in tema…) del primo cittadino.
Nel merito, non capiamo che tipo di approccio intende il sindaco per dare corso all’esecuzione “delle opere richieste dalla Lega Calcio” per le quali le “due parti” (Comune e Palermo FC) “opereranno insieme”. Abbiamo difficoltà, infatti, ad immaginare lavorazioni sullo stesso immobile, per quanto grande esso possa essere, eseguite contemporaneamente da due committenti, peraltro uno pubblico e l’altro privato… Neanche la frase “lavoreremo congiuntamente alla società”, che vorrebbe tranquillizzare il cittadino medio, non consola affatto chi capisce di Lavori Pubblici.
Quello che è certo è che senza le “opere richieste dalla Lega Calcio” lo stadio non soltanto non sarà disponibile per un eventuale inserimento nel novero degli stadi destinati ad ospitare gli Europei del 2032 (beato chi ci crede, di fronte a ben altre strutture e pesi politici come Torino, Napoli, Genova, bari etc…) ma sarà praticamente impossibile vederlo fruibile per il campionato, di serie B o serie A che sia.
Il certificato di agibilità, prorogato per l’ennesima volta, è “a tempo” e scade a fine campionato. Senza interventi, e pesanti, non potrà essere ulteriormente rinnovato, e il Palermo dovrà cercarsi un’altra sede. Qualcuno parla persino di Cesena o Udine, ovvero a oltre mille km di distanza dalla sede naturale. La nostra impressione che questa eventualità, per quanto paradossale e kafkiana possa sembrare, è tutt’altro che peregrina.
Non è soltanto un problema di soldi
Sui 3 milioni di euro disponibili, nonostante la premessa, diamo per scontati che essi siano pronti “cash” da subito, come dice il sindaco. Ma basteranno? A nostro avviso no. Forse neanche per mettere a punto le strutture in vista dell’ennesima versione della certificazione di agibilità, ma non certo per una definitiva opera di riammodernamento dello stadio, per la quale già si parlava (anche se senza lo straccio di un progetto, neanche preliminare) di 30 milioni nella bozza di Convenzione. Cifra congrua, se consideriamo che parliamo del più grande complesso edilizio della città: avrà meno opere d’arte al suo interno, ma lo stadio Barbera, che occupa un’area di 250×180 metri, supera di gran lunga la Cattedrale, il Teatro Massimo e Palazzo dei Normanni. E la normativa è esigente, molto esigente, in fatto di idoneità delle strutture e degli impianti (elettrici, antincendio, idraulici, sanitari…) all’interno degli edifici pubblici.
Ma anche se fossero sufficienti o, diversamente, il Comune “ulteriormente potrà intervenire per quanto di sua competenza” (ovvero tutto, se salta la convenzione con il Palermo FC, come appare pressochè certo) quanto tempo servirà per mettere a terra i necessari interventi ad un’Ente pubblico che per risanare le strutture del Ponte Corleone ha dovuto chiedere cortesemente l’intervento dell’ANAS? che ha perso, per non aver prodotto gli elaborati necessari, i finanziamenti dello svincolo Perpignano, della Greenway e di un numero imprecisato, sempre crescente, di scuole e asili nido? Che da 2 anni cerca di far partire i lavori già appaltati per le nuove linee tranviarie senza riuscirci?
Ma è consapevole, o no, il Primo Cittadino, delle scadenti capacità della macchina che sta guidando, non soltanto dal punto di vista amministrativo ma anche sotto il profilo squisitamente tecnico? E quando si deciderà a passare dalle esternazioni maldestramente rassicuranti, alla “tutto va bene madama la marchesa”. ad un’azione di riforma complessiva di questa macchina? Opera, di certo, più urgente e necessaria della riqualificazione dello stadio.








