Dopo l’ennesimo disservizio cresce la protesta dei pendolari dello Stretto, che qualcuno vorrebbe lasciare in balia di mezzi di trasporto inadeguati ed inaffidabili

Ennesimo caso, oggi, di disservizi sui collegamenti marittimi tra le due sponde dello Stretto di Messina. Il sito Strettoweb ha riportato stamattina la cronaca dell’ennesimo problema al collegamento via aliscafo tra Messina e Reggio Calabria. Quello che secondo quanto spiegato in una ormai famosa trasmissione televisiva sulla TV pubblica (pagata da tutti noi) dal geologo Mario Tozzi, avrebbe reso inutile la costruzione del Ponte sullo Stretto (QUI un nostro tutorial esplicativo che ha fatto oltre 34.000 visualizzazioni!).

Secondo quanto riferisce Strettoweb, stamattina è saltata una corsa degli aliscafi veloci che collegano il porto di Messina con il porto di Reggio Calabria. In particolare, l’aliscafo in partenza da Reggio Calabria alle 08:50 per Messina non è partito, lasciando a terra centinaia di pendolari e viaggiatori. Ufficialmente, gli addetti della biglietteria hanno comunicato che l’aliscafo non è potuto partire dalle isole Eolie per “maltempo”, ma i pendolari hanno fatto notare come già ieri sera era impossibile effettuare il biglietto online per quell’orario e hanno chiesto come mai – nonostante fossero state impedite le emissioni dei biglietti – non avessero comunicato la cancellazione della corsa. “Il maltempo c’era anche ieri“, hanno risposto gli addetti della biglietteria, mentre le condizioni meteo (e anche meteo marine) sia ieri che oggi sono assolutamente stabili e non impediscono la navigazione degli aliscafi; spiegazioni, ovviamente, non hanno convinto i pendolari.

Costoro, imbufaliti, hanno contattato StrettoWeb, che riporta le loro dichiarazioni: “non possiamo viaggiare, perdiamo appuntamenti di studio e lavoro, è un inferno. Sono solo pochi chilometri che collegano due grandi città di 200 mila abitanti, e siamo isolati. Che si sbrighino a fare il Ponte, è l’unica soluzione, potremo viaggiare in sicurezza ogni giorno e in libertà, con i nostri mezzi autonomi o anche se vorremo come pendolari pedonali sul treno tramite la metropolitana di superficie prevista dal progetto. Il disastro di oggi è colpa di chi in passato ha bloccato la realizzazione del Ponte, altrimenti oggi sarebbe già in piedi, e pensare che c’è qualcuno che si oppone ancora oggi… venissero a fare la nostra vita! E’ come se a Roma o Milano la metropolitana si fermasse ogni giorno! In Calabria e Sicilia invece qualcuno vuole che rimaniamo per sempre cittadini di serie B”. 

Alla faccia di chi diceva che il Ponte non serve ai pendolari, perché… chi andrebbe mai a Punta Faro a prendere il Ponte? Magari quelli che restano a terra per il (presunto) maltempo, o che non vogliono correre il rischio di farlo, visto che questi eventi non sono affatto rari, non sapendo cosa li aspetta all’imbarco…

E pensare che con la Metropolitana dello Stretto, prevista fra le opere a corredo del Ponte, un messinese potrebbe scegliere ben 4 stazioni per accedere da altrettanti punti della città alla linea ferroviaria che in pochi minuti lo porterebbe non soltanto in 8 punti diversi dell’area urbana di Reggio Calabria (tanti quanti sono le fermate cittadine della linea ferroviaria) ma persino all’aeroporto Minniti. Per raggiungere il quale impiegherebbe meno di quanto occorre ad un palermitano per raggiungere il Falcone-Borsellino.

E’ solo un esempio dell’utilità dell’opera per i pendolari dello Stretto, che abbiamo già descritto in un nostro precedente articolo. Utilità negata da chi, non dovendo spostarsi per lavorare da una parte all’altra dello Stretto, può assistere a tutto questo comodamente seduti sulla sua poltrona, fottendosene allegramente di chi, ogni giorno, deve vedersela con questi disagi.