Il modello che l’Europa osserva per ridurre i voli e le emissioni
In Cina sta emergendo una formula di mobilità ferroviaria che unisce la velocità dell’alta velocità con la comodità del treno-notte. Su tratte come quella fra Pechino (Beijing) e Shenzhen i treni percorrono circa 2.450 chilometri in piena notte, con tempi di viaggio che vanno dalle 7 ore e 49 minuti a poco più di 10 ore. Le fermate intermedie toccano alcune delle città più grandi del Paese, come Shijiazhuang, Zhengzhou e Guangzhou, prima di arrivare all’estremo sud della Cina.
Le velocità operative raggiungono i 350 km/h su molte sezioni dedicate, mantenendo un comfort elevatissimo grazie a convogli progettati appositamente per il riposo notturno. Le carrozze “soft sleeper” offrono letti veri, cabine o capsule con tende o porte scorrevoli, luci soffuse e silenzio: un viaggio che sembra unire l’efficienza dell’alta velocità con la filosofia del treno notte tradizionale, ma portata a un livello tecnologico completamente nuovo.
Un mix molto gradito, a quanto pare: sulla rete, si leggono i commenti entusiastici degli utenti, che, nel paese del Dragone, stanno scegliendo in massa questa modalità di trasporto. E senza spendere una fortuna.
Comfort elevato e prezzi sorprendentemente bassi
I prezzi variano a seconda del tipo di posto e dell’orario, ma restano comunque sorprendentemente bassi rispetto agli standard europei: meno di 100 euro per oltre 2.400 chilometri sulla Pechino–Shenzhen. Una cifra che in Europa non consente di percorrere neanche la metà di questa distanza, senza contare il risparmio di un pernottamento in albergo.
Il treno AV Roma–Milano, per fare un esempio, supera i 100 euro, ma per percorrere soli 500 km. E non va meglio neanche se si opta per i treni notturni, visto che tra Palermo e Milano, circa 1.250 chilometri, senza alta velocità e con un tempo di viaggio che supera le 23 ore, si pagano 120 euro per delle scomode cuccette in scompartimenti da 4 posti.
La sproporzione è evidente: in Cina si viaggia più lontano, molto più velocemente e spendendo meno della metà rispetto ai collegamenti italiani ed europei, in generale.
Perché l’Europa guarda al modello cinese
L’Unione Europea sta valutando modelli ferroviari innovativi per ridurre la dipendenza dai voli, specie su tratte che potrebbero essere servite in modo efficiente dal treno. Il treno è infatti il mezzo di trasporto più sostenibile a parità di distanza: secondo i principali studi internazionali, un passeggero emette mediamente circa 35 grammi di CO₂ per chilometro in ferrovia, contro i 200-300 grammidi un volodomestico. La differenza è enorme.
Se l’Europa riuscisse a sviluppare una rete simile a quella cinese, con treni notturni veloci tra le sue principali città, potrebbe ridurre drasticamente le emissioni e offrire ai passeggeri una valida alternativa al traffico aereo.
La riflessione per la Sicilia: ponte, alta velocità e mobilità sostenibile
Il discorso europeo non può non toccare la Sicilia, che oggi dipende quasi esclusivamente dall’aereo per i collegamenti con il resto d’Italia. Ed è proprio qui che il tema dei treni notturni ad alta velocità diventa centrale. Per permettere all’isola di sfruttare pienamente un sistema ferroviario moderno e competitivo è necessario eliminare l’unica grande interruzione fisica del Paese: lo Stretto di Messina. Senza il Ponte, ogni ipotesi di alta velocità reale fra Sicilia e continente resta impossibile; con il Ponte, invece, Palermo e Milano potrebbero finalmente essere unite da un servizio notturno rapido, comodo e sostenibile.
Il treno inquina molte volte meno dell’aereo e, se reso competitivo come in Cina, diventerebbe anche una scelta economica più vantaggiosa. Immaginare un treno notturno ad alta velocità Palermo–Roma–Milano significa immaginare un sistema in cui si sale a bordo la sera e si arriva al mattino a destinazione, risparmiando tempo, denaro e soprattutto emissioni. La Sicilia avrebbe finalmente una reale alternativa ai voli interni, diventando parte di una rete nazionale ed europea moderna ed ecologica.
Il modello cinese dimostra che tecnicamente è possibile, che può essere fatto in modo efficiente e che la volontà politica è l’elemento decisivo per trasformare questa visione in realtà.