Stop allo scavo meccanizzato nel tratto più complesso della linea AV. Dura prova per una delle opere strategiche per il Sud

Si ferma uno dei cantieri più importanti dell’alta velocità nel Mezzogiorno. I lavori della galleria Hirpinia,  lunga 27 chilometri, per 1,2 miliardi di euro investiti: praticamente il pezzo più costoso dell’intera Napoli-Bari. I lavori sono stati sospesi dopo un grave problema geotecnico verificatosi durante lo scavo meccanizzato.

Il cedimento del terreno ha infatti imposto lo stop immediato delle TBM (Tunnel Boring Machine), le gigantesche frese utilizzate per la realizzazione delle gallerie profonde. Una situazione che, nell’ingegneria delle grandi opere, rappresenta uno degli scenari più critici che si possano verificare durante lo scavo.

Smontaggio delle TBM: una procedura eccezionale e ritardi consistenti

Secondo quanto emerge dalle informazioni tecniche sul cantiere, si procederà allo smontaggio delle talpe meccaniche. Non si tratta quindi di una possibilità ma di una decisione operativa necessaria per gestire l’emergenza geologica.

Nel settore dello scavo meccanizzato questa rappresenta una delle situazioni che tecnici e progettisti sperano di non dover mai affrontare. Lo smontaggio di una TBM in galleria comporta infatti operazioni estremamente complesse sotto il profilo tecnico, logistico ed economico.

Le operazioni richiederanno la messa in sicurezza del fronte di scavo, il consolidamento dei terreni, la realizzazione di interventi di stabilizzazione e la rimozione delle componenti della macchina. Procedure che inevitabilmente allungano i tempi dell’intervento.

Le stime attuali parlano di uno stop che potrebbe durare almeno un anno per consentire il ripristino delle condizioni di sicurezza necessarie alla ripresa dello scavo. Si tratta di una delle gallerie più lunghe e tecnicamente complesse dell’intera Napoli-Bari, un’infrastruttura considerata strategica per il miglioramento della mobilità ferroviaria del Sud e per il rafforzamento dei collegamenti trasversali tra Tirreno e Adriatico.

Un’opera strategica per il Mezzogiorno

La Napoli-Bari rappresenta uno dei principali investimenti ferroviari nel Sud Italia e dovrebbe ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza tra i due capoluoghi, migliorando l’accessibilità delle aree interne e il collegamento con i corridoi europei.

Quanto accaduto conferma una realtà ben nota agli addetti ai lavori: nelle grandi opere sotterranee è spesso il terreno, più che il cronoprogramma, a determinare i tempi reali di realizzazione. E nei contesti geologicamente complessi, anche con le migliori tecnologie disponibili, l’imprevisto resta una variabile con cui bisogna sempre fare i conti.

 

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