Una rete di 20 chilometri e 23 stazioni per integrare la metropolitana esistente e ridurre traffico e congestione urbana nell’area metropolitana
Catania non si accontenta della sua attuale metropolitana, ovvero la linea gestita da FCE che da Monte Po porta a Stesicoro, in fase di prolungamento sia verso Paternò (i lavori sono in stato avanzato) sia verso l’aeroporto (si lavora da anni tra Stesicoro e Palestro).
Il capoluogo etneo guarda al futuro della mobilità con un nuovo piano di trasporto rapido di massa, un progetto ambizioso che punta a trasformare radicalmente gli spostamenti urbani e metropolitani. La Città Metropolitana ha avviato uno studio di prefattibilità per una rete di metropolitana leggera, con l’obiettivo di collegare in modo efficiente il capoluogo etneo con i principali centri dell’hinterland, oggi fortemente dipendenti dall’auto privata.
Il progetto nasce dopo l’abbandono del precedente piano “Etna Rail”, ritenuto non realizzabile nelle condizioni attuali. La nuova proposta prevede una rete di circa 20 chilometri, con 23 stazioni, sviluppata prevalentemente in viadotto e completamente separata dal traffico stradale. La scelta tecnologica ricadrebbe su un sistema su gomma, considerato più adatto alle caratteristiche del territorio etneo, caratterizzato da pendenze, vincoli urbanistici e densità edilizia elevata.
Secondo il sindaco Trantino il progetto si inquadra in una visione ad ampio spettro per il rilancio infrastrutturale di Catania, come ha dichiarato a Lasicilia.it: «Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono state avanzate richieste per oltre 500 milioni di euro, con Anas come interlocutore, per la progettazione e realizzazione di una nuova strada di collegamento tra il casello di Giarre o Acireale e l’inizio dell’autostrada per Siracusa, alla luce dell’impossibilità tecnica di realizzare la terza corsia della Tangenziale, oltre a più di 1,2 miliardi di euro per il nodo ferroviario, comprensivo dell’interramento della stazione centrale e della rete ferroviaria, finalizzato alla liberazione del waterfront».
Il costo complessivo dell’opera è stimato in oltre 3 miliardi di euro, mentre per la sola progettazione sarebbero necessari circa 25 milioni. Per questo motivo, la realizzazione verrebbe suddivisa in lotti funzionali, da attuare progressivamente in base alla disponibilità di finanziamenti nazionali ed europei.
La rete sarebbe articolata in quattro direttrici principali: dal nodo di Milo verso Gravina e Mascalucia, una diramazione verso il parcheggio Due Obelischi, il collegamento con San Giovanni La Punta e l’integrazione con l’attuale metropolitana della Ferrovia Circumetnea nei nodi di Borgo e Milo. L’obiettivo è creare un sistema intermodale capace di ridurre traffico, inquinamento e tempi di percorrenza, migliorando la qualità della vita e la competitività dell’area metropolitana.








