La rete logistica dell’isola tra potenzialità, ritardi e la prospettiva del Ponte come nodo strategico per il Mezzogiorno
La Sicilia, per affermarsi in una logistica moderna e competitiva, punta molto sui suoi interporti: tra questi l’Interporto di Catania-Bicocca e quello di Termini Imerese assumono un ruolo chiave. Essi non sono solo infrastrutture locali, ma nodi essenziali in un disegno più ampio che coinvolge l’intero Mezzogiorno.
Bicocca: porta logistica della Sicilia orientale
L’interporto di Catania-Bicocca, gestito da Società Interporti Siciliani (SIS), è concepito come un grande complesso intermodale. Quando completato, occuperà circa 212.000 m², suddivisi in un polo logistico e aree di sosta. Una parte dell’area è destinata al polo intermodale, con binari ferroviari collegati alla stazione di Bicocca e con connessioni dirette alla tangenziale e alla rete stradale per integrarsi con porto e aeroporto.
Negli ultimi anni è stato sottoscritto un accordo fra Regione Siciliana e Terminali Italia (Gruppo FS) per attivare servizi intermodali nella piattaforma logistica vicino alla zona industriale. Tuttavia, restano alcune criticità legate alla rete ferroviaria in aggiornamento – in particolare con la futura Palermo-Catania ad alta capacità – e alla piena integrazione stradale-ferroviaria, ancora incompleta.
Termini Imerese: un interporto con potenzialità, ma da potenziare
L’Interporto di Termini Imerese è considerato parte integrante della dotazione logistica della Sicilia occidentale. Il suo progetto è collegato al sistema delle reti modali: la sua ubicazione consente potenziali connessioni con il porto di Termini, la rete autostradale e gli assi logistici interni.
Nel quadro dell’Asse della Logistica Occidentale, è stato ipotizzato un collegamento stradale fra l’area industriale di Lercara Friddi e Termini, tramite la SS 189 e un raccordo con l’autostrada A19, per migliorare l’accessibilità dell’interporto. I documenti di programmazione regionale prevedono l’espansione del polo logistico e l’integrazione con le infrastrutture di trasporto principali.
Tuttavia, anche qui emergono limiti: la dotazione infrastrutturale, il numero di binari e la superficie effettiva destinata all’intermodalità sono ancora inferiori agli standard richiesti per un nodo logistico competitivo nel contesto mediterraneo.
Il sistema ALI e la centralità del “Ponte” logico per il Mezzogiorno
Le ALI (Aree Logistiche Integrate) sono uno strumento progettato dal Ministero delle Infrastrutture per rafforzare la continuità degli interventi e migliorare l’accessibilità delle regioni meridionali attraverso nodi logistici ben connessi.
In Sicilia, le ALI mirano a integrare porti, interporti, aeroporti e reti terrestri, costruendo un sistema logistico coerente capace di assorbire traffici nazionali ed europei.
In questo quadro, il Ponte sullo Stretto assume una funzione strategica: rappresenta l’elemento di continuità fisica e logistica tra la Sicilia e la penisola, favorendo il collegamento diretto con i corridoi europei e le rotte mediterranee. E dando un senso all’asse ferroviario ad Alta Capacità Messina-Catania-Palermo, già in fase di costruzione che, non a caso, collega i due interporti siciliani nella parte terminale del corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo.
Un sistema logistico efficiente, sostenuto da interporti ben serviti e collegati, può trasformare l’isola in una piattaforma di transito fondamentale per il commercio Nord-Sud e per l’interscambio tra Europa e Africa.
Se l’interporto di Bicocca e quello di Termini Imerese riusciranno a diventare veri hub intermodali, integrati con i porti e con le ALI, la Sicilia potrà finalmente assumere il ruolo logistico-strategico che la sua posizione geografica le assegna. Ma per riuscirci servono investimenti costanti, parità infrastrutturali con le altre regioni e una visione di lungo termine che riconosca nella logistica non un’emergenza, ma una leva strutturale di sviluppo.








