Si allungano i tempi del raddoppio ferroviario: niente nuova linea prima del 2034

Tempi duri per la nuova linea AC a doppio binario Messina-Catania. Dopo il fermo dei cantieri a Nizza di Sicilia per il ritrovamento di tracce di arsenico nello “smarino” (il terreno proveniente dallo scavo) della galleria “Sciglio“, la ripresa dei lavori appare lontana.

Attualmente, come abbiamo spiegato in un precedente articolo, gli operai della Sciglio, a scavi con TBM fermi, sono impiegati in altri cantieri, che comprendono altre gallerie in fase di scavo, in particolare a Forza d’Agrò.

Nel frattempo, si cerca la soluzione del problema: inizialmente si era pensato allo stoccaggio delle terre “inquinate” dall’arsenico in siti adatti, ma nelle vicinanze si è trovata soltanto una discarica in Calabria. I costi del trasporto sarebbero stati insostenibili, e per questo si è optato per la realizzazione di un impianto nelle vicinanze del cantiere interessato.

Tuttavia, tale soluzione richiede tempi lunghi. A parte la realizzazione fisica dell’impianto occorre ancora individuarne la sede ed acquisire tutti i permessi per la sua costruzione: se si pensa ai normali tempi burocratici ed alla particolare delicatezza delle lavorazioni da compiere, per non parlare delle problematiche legate al trasporto di questi terreni, è facile comprendere che difficilmente si arriverà alla messa in esercizio di una struttura simile prima di un anno. E deve andare di lusso.

Inoltre, nel cantiere di Scaletta continua ad essere rimandato l’inizio dello scavo con TBM della omonima galleria, a causa di un ritardo nella fornitura di corrente elettrica.

Quindi, i tempi di realizzazione della nuova linea, già lunghi per contratto (circa 10 anni per la Letojanni-Giampilieri) si allungano ulteriormente. Al punto da far presagire che difficilmente vedremo i lavori ultimati prima del 2032, ovvero 11 anni dopo l’inizio dei lavori.