Mondello, OSO Controcorrente: «Acque contaminate in mare, un abuso intollerabile». La nota dopo la denuncia video di La Vardera. La replica dell’Italo-Belga

In merito ai recenti e gravi episodi di sversamento in mare di acque contaminate da parte delle tubature dello stabilimento balneare di Mondello, i consiglieri comunali del gruppo OSO Controcorrente, Giulia Argiroffi e Ugo Forello, intervengono con fermezza per denunciare quanto accaduto e chiedere interventi immediati.

«In attesa di conoscere gli esiti definitivi delle analisi sull’acqua di balneazione per valutare la portata dell’impatto ambientale, c’è un dato di fatto oggettivo e non negoziabile: l’irregolarità certa e gravissima dello sversamento di reflui contaminati in mare. Che l’acqua scaricata fosse contaminata da feci è un elemento già di per sé sufficiente per ravvisare un abuso inaccettabile, indipendentemente dal livello di diluizione che le analisi evidenzieranno.

Ciò che riteniamo sconcertante è la totale mancanza di rispetto nei confronti del territorio e della collettività. Parliamo di chi gestisce un bene pubblico in virtù di una convenzione sospesa e poi restituita con la motivazione di garantire l’ordine pubblico. Chi riceve in gestione una risorsa di tale valore ha il dovere etico, civile e legale di proteggerla, non di danneggiarla. La spiaggia e il mare di Mondello rappresentano un patrimonio ambientale, culturale ed economico inestimabile per l’intera città di Palermo.

Chi gestisce un bene comune deve garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ecosistema. Non si può tollerare un atteggiamento di tale superficialità da parte di chi dovrebbe essere il primo custode di questa risorsa a vantaggio di tutti.
Chiediamo l’immediata interruzione di sversamenti di qualsiasi genere in mare e pretendiamo sanzioni immediate e provvedimenti severi nei confronti dei responsabili. Il rispetto per il mare e per la salute pubblica non può essere subordinato a nessun interesse o giustificazione tecnica: le regole e la tutela dell’ambiente vengono prima di tutto.»

L’antefatto: il video-denuncia di Ismaele La Vardera

La denuncia è partita dal deputato regionale Ismaele La Vardera, dopo la segnalazione di alcuni bagnanti che avrebbero notato uno sversamento continuo di acqua direttamente in mare.

La Vardera ha reso noto in un video di avere fatto analizzare un campione del liquido da un laboratorio accreditato. Secondo quanto riferito dal deputato, le analisi avrebbero rilevato una presenza di Escherichia coli pari a 1.000 UFC/100 ml.

«I risultati sono allarmanti, con una presenza di Escherichia coli pari a 1.000 UFC/100ml, valore che attesta chiaramente la presenza di sostanze fecali», hanno dichiarato La Vardera e i consiglieri comunali Giulia Argiroffi e Ugo Forello.

Controcorrente ha quindi trasmesso una segnalazione al Comune, alla Regione, all’Arpa, all’Asp e alla Guardia di Finanza, chiedendo verifiche sulla natura e sulla provenienza dello scarico.

La replica della Società Italo-Belga

Alle accuse ha replicato duramente la Società Italo-Belga, contestando le conclusioni di Controcorrente e parlando di un «accertamento non concluso» trasformato «in una sentenza mediatica».

La società entra anche nel merito delle modalità con cui sarebbe stato effettuato il campionamento: «Per quanto risulta alla società, il campione fatto analizzare da La Vardera sarebbe stato raccolto direttamente dal mare, e non dalla presunta fonte dello sversamento, utilizzando peraltro una bottiglia non sterile».