La Sicilia verso una probabile, incredibile riduzione del suo stanziamento

La Regione siciliana fa dietro-front. O, quanto meno, disimpegna la propria partecipazione al finanziamento del Ponte sullo Stretto, per un miliardo di euro, che era stato preannunciato nel mese di ottobre scorso (QUI un nostro articolo).
La notizia viene resa nota in un laconico comunicato stampa di ieri, in cui ci informa che “La giunta regionale, riunita oggi pomeriggio a palazzo d’Orléans, ha preso atto all’unanimità che nell’attività di programmazione degli interventi del Piano sviluppo e coesione (Psc) 2021-2027 in Sicilia dovranno essere inserite alcune delle opere già programmate dal precedente esecutivo regionale, nonché altri nuovi interventi di forte impatto economico e strategico. Ciò potrebbe comportare una ulteriore riflessione sulla determinazione, al ribasso, dell’ammontare del contributo che la Regione Siciliana dovrà destinare alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.
Poche righe che significano molto, soprattutto politicamente. Le motivazioni tecniche, in verità, appaiono deboli: non se ne erano ancora accorti, alla Regione, delle “opere già programmate dal precedente esecutivo regionale” ? 
Più consistenti quelle politiche, come si vocifera negli ambienti regionali, riguardanti presunti dissapori tra il presidente della Regione ed il Ministro delle Infrastrutture. Se così fosse, sarebbe gravissimo, dal momento che stiamo parlando di un’opera di importanza fondamentale, per la Sicilia ma anche per l’intero Paese. Non tanto per la copertura finanziaria, comunque garantita da fondi statali, ma per il segnale che si sta mandando all’interno della stessa coalizione di governo. Dove, di certo, non mancano mugugni e malumori sull’Opera, fortemente voluta da Salvini. Figuriamoci tra gli oppositori del Ponte, sempre agguerritissimi.