C’ERA UNA VOLTA UN TRENO PER ROMA

di Federico Zanchetta

Da poco tempo ha preso il via il cantiere per la ricostruzione del viadotto della linea Lentini Diramazione-Gela, sito alla progressiva chilometrica 326+645,tra le stazioni di Piano Carbone e Vituso; crollato nel 2011,successivamente demolito per il suo stato pericolante. Una notizia ottima per questa linea, che in questi undici anni ne ha vissute delle belle, dimezzamento del traffico passeggeri con limitazioni, prima a Caltagirone, poi Vizzini, solo con grande fatica e impegno di comuni, regione e RFI il treno è ritornato nella città della ceramica.

Nonostante tutte queste difficoltà, il treno in questa linea resiste. Ci sono voluti 110 anni per vederla completata, gli ultimi 46 km da Caltagirone a Gela sono arrivati solo nel 1979.Questa linea ferroviaria, in passato era percorsa anche da treni merci che raggiungevano il petrolchimico di Gela, provenienti dal nord Italia e viceversa. Il vero fiore all’occhiello di cui vogliamo parlare è il treno diretto con la Capitale.

Originariamente queste carrozze partivano da Vittoria, giungevano a Siracusa via Ispica, dove venivano agganciate al treno per Roma. Nel 1979 con l’apertura del tratto Gela-Caltagirone FS decise di far percorrere al treno questa linea, per favorirne l’espansione del traffico passeggeri. Iniziava così una storia durata vent’anni, quando giornalmente questo treno raggiungeva Roma seguendo l’itinerario Gela-Caltagirone-Lentini Diramazione-Catania-Messina-Villa S.Giovanni-Roma Termini.Le fermate intermedie erano: Niscemi, Grammichele, Vizzini, Militello-Scordia.

Il treno impiegava circa 14 ore per raggiungere il capoluogo laziale. Stessa cosa da Roma Termini a Vittoria. Gli anni novanta, hanno portato una grossa novità: in composizione una carrozza cuccette che così garantiva ai viaggiatori la possibilità di riposare evitando lo stress del viaggio seduti e successivamente il prolungamento fino Ragusa. La composizione del treno inizialmente era tre o quattro carrozze, nei periodi di punta, anche in gran parte dell’anno.

Verso la fine degli anni novanta purtroppo, scomparve la carrozza cuccette, le vetture si dimezzarono,ne restavano due, spesso soltanto una. In testa al convoglio, i D 443 o D 343 del deposito locomotive di Catania. Le carrozze al seguito erano sempre X più il carro riscaldo,(un vagone atto all’erogazione dell’aria calda di cui i locomotori non erano attrezzati),anche se vi si poteva trovare delle vetture tipo 1959.Le numerazioni di questo treno sono state svariate.

L’ultimo orario di effettuazione è stato quello dell’inverno 1998/1999.Per Roma la partenza da Ragusa avveniva alle 17.50,Gela 19.25,Caltagirone 20.13,il convoglio arrivava a Catania alle 22.10 il tutto come treno Espresso 882.Dalla città etnea venivano agganciate al treno 878 che ripartiva alle 22.40,giungendo nella città capitolina alle 9.23.

Al ritorno il treno partiva da Roma Termini alle 21.24, come 877,arrivando a Catania alle 8.00,per ripartire verso gli Iblei alle 8.30,come treno 883 essendo alle 10.25 a Caltagirone a Gela alle 11.00 concludendo la corsa a Ragusa alle 12.45.Un vero peccato la soppressione di questo utile convoglio, che permetteva un collegamento diretto per il continente a tutti questi comuni dell’entroterra siciliano, dove l’emigrazione, sempre in cerca di fortuna, verso il resto d’Italia e il nord Europa, non è certamente mancata, tra l’altro, ricordiamo un treno
straordinario che circolava per le festività tra gli anni 80/90,il Diretto Francoforte sul Meno-Gela, ma questa è un’altra storia.

L’assenza del Ragusa-Gela-Roma, sicuramente, in questi anni si è fatta sentire, lasciando ai viaggiatori di questa linea fantasiose soluzioni di viaggio per gli spostamenti a lunga percorrenza. Coincidenze a Catania, Messina, persino Termini Imerese via Caltanissetta, o addirittura anche Villa S.Giovanni,per non parlare di viaggi alternativi in bus o in aereo.

E’ sembrato giusto e doveroso ricordare questo convoglio, che per vent’anni è stato il treno più simbolico di questa linea e farlo conoscere anche a chi non sapeva della sua esistenza. La storia ferroviaria è fatta di tanti piccoli tasselli che alla fine ne fanno un grande mondo variegato ed infinito.

treno Roma Caltagirone
foto: Francesco Santonocito

 

In copertina: foto di Francesco Santonocito