SICILIA-CONTINENTE IN TRENO? SI PUO FARE. CE LO DICE IL SICILIA EXPRESS
Sul Sicilia Express si sono dette e scritte tante cose, la maggior parte delle quali provenienti da note stampa della Regione siciliana, dai toni entusiastici, o articoli di stampa che le riprendevano. Per la cronaca, il treno ha coperto la tratta Torino-Palermo/Siracusa (dividendosi a Messina in due parti, instradate verso le due destinazioni siciliane) il 22 dicembre scorso e procederà al contrario il 5 gennaio prossimo.
Ci è stato raccontato del grande successo riscosso dall’iniziativa, con biglietti andati esauriti a pochi minuti dalla loro immissione sulle piattaforme di vendita. Del tentativo, sulla scorta di questo successo, di aggiungere una seconda corsa all’unico treno, come se non fosse prevedibile l’attrattività, verso le decine di migliaia di siciliani in rientro, per le vacanze natalizie, alla loro terra di origine, di un treno che, nonostante la lunga percorrenza (23 ore…) si proponeva al pubblico a prezzi scontati e incomparabili rispetto all’offerta aerea, giunta, sotto Natale, a prezzi esorbitanti, come avviene ormai da molti anni.
Abbiamo anche letto le voci critiche verso questa proposta, soprattutto da parte del Comitato Pendolari Siciliani-CIUFER che ha sottolineato come quest’unica coppia di treni, gestita da TTI (Treni Turistici Italiani) del Gruppo FS, sia costata 180.000 euro, ovvero 9 volte il costo di una normale coppia di treni Intercity come quelli che già esistono tra il continente e la Sicilia. Ci siamo quindi chiesti perché non incrementare l’offerta esistente, su base giornaliera, piuttosto che offrire un treno “una tantum” con l’aggiunta dell’intrattenimento di comici e della gastronomia siciliana. Optional definiti “circo mediatico” dall’Associazione Ferrovie Siciliane di Giovanni Russo.
Vogliamo, in questa sede, esaminare brevemente perché l’offerta ferroviaria Sicilia-Nord Italia, nonostante i suoi notevolissimi limiti, ha rappresentato un’opzione più che gradita, per molti sorprendentemente, soprattutto in un periodo di elevata domanda.
Proviamo a fare qualche valutazione numerica di questa domanda, per poter ragionare meglio sull’offerta, concentrandoci sul periodo pre-natalizio che possiamo individuare nella settimana compresa tra il 17 ed il 13 dicembre. Per farlo, occorre raccogliere i dati disponibili, che ci confermano, per il 2024, un notevole incremento del traffico aereo Sicilia-Continente e viceversa.
Nell’anno appena trascorso, sui vari aeroporti siciliani quasi la metà (tra il 40 ed il 50%) di questi viaggiatori proveniva dal nord Italia (Milano, Torino, Bologna, Venezia). Proviamo a dare un valore a queste relazioni, partendo dai dati registrati dai principali aeroporti siciliani.
Aeroporto di Catania:
- Traffico mensile a dicembre: circa 1.2 milioni di passeggeri.
- Traffico settimanale (30-35%): 360.000 – 420.000 passeggeri totali.
- Di questi, il 60% su voli nazionali: 216.000 – 252.000 passeggeri.
- Arrivi dal nord Italia (40-50% dei voli nazionali): 86.000 – 126.000 passeggeri.
Aeroporto di Palermo:
- Traffico mensile a dicembre: circa 800.000 passeggeri.
- Traffico settimanale (30-35%): 240.000 – 280.000 passeggeri totali.
- Di questi, il 65% su voli nazionali: 156.000 – 182.000 passeggeri.
- Arrivi dal nord Italia: 62.000 – 91.000 passeggeri.
Totale (Catania + Palermo):
- 148.000 – 217.000 passeggeri provenienti dal nord Italia tra il 17 e il 23 dicembre.
Se vogliamo considerare anche gli aeroporti di Comiso e Trapani che, per quanto di minore entità, contribuiscono al flusso di traffico da e per la Sicilia, operiamo una stima analoga
Aeroporto di Trapani Birgi:
- Traffico annuale: circa 700.000 passeggeri (stima per il 2024, basata su trend recenti).
- Traffico mensile a dicembre: circa 60.000 passeggeri.
- Traffico settimanale (30-35%): 18.000 – 21.000 passeggeri.
- Di questi, circa il 70% su voli nazionali: 12.600 – 14.700 passeggeri.
- Arrivi dal nord Italia (40-50% dei voli nazionali): 5.000 – 7.000 passeggeri.
Aeroporto di Comiso:
- Traffico annuale: circa 500.000 passeggeri (stima per il 2024).
- Traffico mensile a dicembre: circa 45.000 passeggeri.
- Traffico settimanale (30-35%): 13.500 – 15.750 passeggeri.
- Di questi, circa il 65% su voli nazionali: 8.775 – 10.238 passeggeri.
- Arrivi dal nord Italia (40-50% dei voli nazionali): 3.500 – 5.100 passeggeri.
Totale complessivo aeroporti siciliani (Catania + Palermo + Trapani + Comiso):
- Catania: 86.000 – 126.000 passeggeri dal nord Italia.
- Palermo: 62.000 – 91.000passeggeri dal nord Italia.
- Trapani: 5.000 – 7.000 passeggeri dal nord Italia.
- Comiso: 3.500 – 5.100 passeggeri dal nord Italia.
Stima complessiva:
- Totale Sicilia (17-23 dicembre 2024): 156.500 – 229.100 passeggeri provenienti dal nord Italia.
Se prendiamo in considerazione la stima effettuata dal sottoscritto sulla ripartizione dei flussi tra ferrovia e aereo, in un articolo incentrato sull’offerta ferroviaria con o senza Ponte sullo Stretto, per le provenienze da Milano, si partiva dal dato attuale che registrava, sul totale degli spostamenti un 2% su Catania ed un 3% su Palermo di passeggeri che preferiscono il treno. Percentuali esigue, sicuramente condizionate dalla estenuante durata del viaggio, ma probabilmente dovute anche alla scarsità dei collegamenti effettuati, ridotti ad un solo treno al giorno.
Una valutazione molto prudenziale (quindi per difetto) del flusso passeggeri che potrebbe trasferirsi dall’aereo al treno nel periodo natalizio potremmo ottenerla applicando, per semplicità, una percentuale del 2,5% (esattamente la media tra le due registrate per Milano) a tutto il flusso proveniente dal nord Italia in questo periodo. Sulla base del calcolo sopra effettuato, si arriverebbe a stimare per il traffico ferroviario nella settimana antecedente il Natale una domanda compresa tra 4.000 e 5.700 viaggiatori.
Considerando la capienza di un treno Intercity Notte pari a 432 passeggeri, ciò comporta la possibilità di riempire completamente da 9 a 13 treni nella settimana considerata. Il che significa che sarebbero appena sufficienti 2 coppie di treni al giorno (per un totale di 14 coppie) riempite quasi fino all’ultimo posto. Una stima molto prudenziale ci fa quindi concludere che nella settimana antecedente il Natale occorrerebbe raddoppiare l’attuale offerta, pur caratterizzata da tempi di percorrenza lunghissimi e senza toccare minimamente gli attuali prezzi: chi l’avrebbe mai detto?
Offerta che, con il Sicilia Express è stata incrementata di una sola coppia di treni non al giorno, ma per tutta la settimana considerata, ovvero di 1/14 della domanda sopra stimata. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se la stessa offerta è andata esaurita in pochi minuti, considerando, peraltro, i prezzi più che scontati.
Ciò comporta un’altra riflessione: se all’incremento dell’offerta, almeno nel periodo delle feste, si accompagnasse una politica tariffaria agevolante il trasporto su ferro, la differenza, a favore sul treno, assumerebbe dimensioni certamente superiori. E renderebbe necessario attivare altre coppie di treni.
A proposito di questo aspetto, abbiamo voluto eseguire una simulazione sulla base di un algoritmo logit studiato appositamente per la relazione Sicilia-continente, che spiega ancor meglio quanto è avvenuto. Con biglietti aerei che superano mediamente i 300 € sotto Natale sulle tratte dal Nord alla Sicilia, un viaggio in treno che usufruisse degli sconti del Sicilia Express (30 € a viaggio) comporterebbe un incremento della domanda tale da rendere necessarie 4 coppie di treni al giorno tra il nord Italia e la Sicilia. In altre parole, senza cambiare minimamente gli attuali tempi di percorrenza, una politica di prezzi agevolati per il trasporto su ferro comporterebbe un ulteriore raddoppio della domanda, fino a rendere necessario il quadruplicamento dell’attuale offerta che, ricordiamolo prevede soltanto 1 coppia di treni al giorno dal nord Italia alla Sicilia.
In questo caso, l’incremento di offerta attuato dalla Regione siciliana sarebbe uguale ad 1/28 della domanda. Un po’ pochino come “agevolazione per i nostri giovani emigrati”.
Lavorando sui tempi di percorrenza, invero troppo lunghi, si otterrebbero ulteriori vantaggi per il trasporto viaggiatori su ferro: un intercity che ci mette una notte a compiere il suo viaggio è un discorso, uno che ci mette 22 ore, ovvero quasi un’intera giornata, è un’altra.
Ma su quest’ultimo aspetto, allo stato attuale, c’è poco da fare. Soltanto il Ponte sullo Stretto, come abbiamo dimostrato nel precedente studio, oltre a far arrivare in Sicilia le “Frecce”, potrebbe aprire la strada a treni notturni dalle percorrenze accettabili. Una possibilità realizzabile in un futuro ancora lontano (speriamo non troppo).
Per il presente, accontentiamoci dell’aspetto positivo evidenziato dall’esperienza del Sicilia Express: la domanda di mobilità ferroviaria, anche per la difficile relazione Sicilia-continente, c’è ed è tanta. Spetta alle istituzioni valorizzarla, muovendosi sia a livello nazionale che a livello locale. Va infatti rammentato che i collegamenti Sicilia-continente su ferro dipendono da un contratto tra Ministero delle Infrastrutture e Trenitalia, per le cosiddette tratte di interesse nazionale.
Ma, come abbiamo visto, le regioni, come in questo caso la Sicilia, possono intervenire, eccome. A noi piacerebbe che intervenissero presso il governo nazionale, anziché farlo per conto proprio. In primis perché è giusto che a livello centrale le esigenze delle regioni geograficamente più svantaggiate vengano finalmente prese in considerazione in maniera adeguata. In secundis per evitare spese eccessive affidandosi a vettori più vocati al turismo (nasce per questo la società Treni Turistici Italiani) che alle sacrosante esigenze di chi vuole raggiungere i propri cari senza necessariamente essere coinvolto in spettacoli ed intrattenimenti durante il viaggio.
Ultimo, ma non ultimo per importanza, l’aspetto più parlato che concretamente attuato della sostenibilità dei trasporti. Puntare tutto sull’aereo anzichè, come, aldi là dei proclami, si continua a fare per collegare la Sicilia al continente, significa inquinare 7 volte di più per ogni passeggero trasportato.
Se ne ricordino gli ambientalisti che sfilano contro il Ponte sullo Stretto che, come abbiamo dimostrato (nostro studio qui), potrebbe persino ribaltare le attuali ripartizioni modali in questa travagliata relazione.








