IL TURISMO NON PUO’ ESSERE L’UNICA SPERANZA DELLA SICILIA. E SENZA INFRASTRUTTURE NON VA.
Che il turismo sia una risorsa per la Sicilia nessuno lo ha mai messo in dubbio. Ma ormai la gente comune, spinta dalle dichiarazioni folli dei peggiori politici che la Sicilia abbia mai prodotto (idem per tutto il territorio nazionale, invero) si è convinta che sia LA risorsa. Niente di più fuorviante, e la dimostrazione l’abbiamo avuta negli ultimi 50 anni. Da quando, cioè, si è diffusa questa falsa credenza.
Con il risultato che, avendo abbandonato lo sviluppo infrastrutturale, non siamo decollati neanche nel turismo: guardando ai dati reali, e non alle baggianate diffuse da politici e giornalacci amici, ci accorgiamo che il Veneto attira 7 volte più turisti stranieri della Sicilia. Palermo e Catania sono rispettivamente 11a e 15a fra le città più visitate d’Italia, la nostra regione è soltanto settima, battuta da Veneto, Lombardia, Trentino A.A., Emilia Romagna, Lazio, Campania. Guarda caso tutte regioni molto più infrastrutturate e connesse della nostra.
D’altronde, chi vorrebbe visitare una terra senza Alta velocità, dove per spostarti in treno da un capo all’altro puoi impiegare anche 12 ore? Ed è così che lo sviluppo economico, che non può prescindere da infrastrutture efficienti, materiali ed immateriali, si accompagna ad un formidabile successo turistico, spinto proprio da quelle infrastrutture. Dimostrando che è del tutto inutile avere il mare ed il territorio più bello del mondo se non ne rendiamo comoda la fruizione.
La tabella che riportiamo dimostra, in maniera lampante, quanto sia grande l’arma di distrazione di massa (dai problemi reali) del “possiamo vivere di solo turismo”, creata ad arte da chi ha voluto e fortemente perseguito la deindustrializzazione della Sicilia degli ultimi decenni. Da quando, inesorabilmente, l’isola si sta spopolando, perdendo 500.000 abitanti in 15 anni, con un esodo che continua ed, anzi, si intensifica: negli ultimi 2 anni, sono emigrati in 80.000! E nel conto non sono neanche considerati quelli che ancora risiedono ufficialmente in Sicilia, ma vivono stabilmente, da anni, in nord Italia o all’estero…
Un disastro, al quale una politica piccola piccola non ha saputo e non ha voluto porre rimedio. C’era di meglio da fare: dividersi le poltrone ed i posti di potere, almeno finchè ci sarà qualcosa da governare in questa martoriata terra. Nel frattempo, non c’è problema: i siciliani si trasformeranno tutti in cuochi e camerieri… perchè possiamo “vivere di solo turismo”!








