Etna Sky e Aerolinee Siciliane promettono di rivoluzionare i collegamenti da e per l’Isola. Ma non è la prima volta che la Sicilia prova a dotarsi di un proprio vettore aereo. Senza riuscirci
Negli ultimi mesi sono tornate sotto i riflettori due nuove iniziative che puntano a ritagliarsi uno spazio nel mercato del trasporto aereo: Etna Sky e Aerolinee Siciliane. La prima prevede l’avvio delle operazioni nel 2026 con basi a Palermo e Catania e una flotta iniziale di quattro aeromobili; la seconda, dopo anni di annunci e rinvii, continua a perseguire l’obiettivo di diventare una compagnia di riferimento per i collegamenti tra la Sicilia e il resto d’Italia.
Entrambi i progetti si presentano come una possibile risposta ai problemi che da anni affliggono i trasporti aerei siciliani: il caro-voli, la dipendenza dai grandi vettori nazionali e internazionali e la necessità di garantire collegamenti più stabili per residenti, studenti e lavoratori.
Non mancano, tuttavia, le perplessità. Nel caso di Etna Sky, diversi osservatori del settore hanno evidenziato l’ambizione di un piano industriale che prevede una rapida (forse troppo) crescita della flotta e l’ingresso in un mercato dominato da grandi vettori internazionali. Sta di fatto che la compagnia non ha ancora ottenuto il Certificato di Operatore Aereo (COA) da ENAC, passaggio tecnico e burocratico imprescindibile. difficile, in queste condizioni, centrate l’obiettivo dichiarato: avviare i primi voli nel 2026, con basi operative a Catania-Fontanarossa e Palermo-Falcone Borsellino.
Per Aerolinee Siciliane, invece, i dubbi derivano soprattutto dai numerosi rinvii accumulati negli anni e da un progetto che, a sei anni dal suo annuncio, non ha ancora avviato regolarmente le operazioni di volo. Eppure il problema del COA, in questo caso non esisterebbe, visto che con l’acquisizione della compagnia rumena Air Connect, dotata di COA, la certificazione esistente si trasferirebbe sul nuovo operatore aereo. Il condizionale è d’obbligo, dato che tale acquisizione, a quanto risulta, non è ancora andata in porto, facendo saltare qualsiasi previsione: il primo volo era stato annunciato per maggio 2026 (ma si aspettava già per il 2025), ma il mese è interamente trascorso senza vederne il decollo.
Si tratta di osservazioni che non equivalgono a una bocciatura preventiva, ma che invitano alla prudenza, soprattutto alla luce delle precedenti esperienze siciliane nel settore. Le riassumiamo brevemente nel seguito.
Air Sicilia, la pioniera
La prima esperienza significativa fu quella di Air Sicilia, nata nel 1994 a Caltagirone. L’obiettivo era quello di creare un vettore radicato nel territorio siciliano e capace di competere sulle rotte nazionali più importanti. L’avventura durò fino al 2002, lasciando però l’impressione che costruire una compagnia aerea nell’Isola fosse molto più difficile del previsto.
Med Airlines, il tentativo trapanese
Pochi anni dopo arrivò Med Airlines, compagnia con base a Trapani che cercò di sviluppare collegamenti regionali e mediterranei. Anche in questo caso le ambizioni iniziali si scontrarono con le difficoltà operative ed economiche tipiche del settore e l’esperienza si concluse nel giro di pochi anni.
Wind Jet, il successo che non è durato
L’esempio più noto resta quello di Wind Jet, fondata a Catania nel 2003 da Antonino Pulvirenti.
Per molti aspetti rappresentò il caso di maggior successo nella storia dell’aviazione siciliana. La compagnia riuscì a crescere rapidamente, a trasportare milioni di passeggeri e a diventare uno dei principali operatori low cost italiani. Sembrava la dimostrazione che una compagnia nata in Sicilia potesse davvero affermarsi nel mercato nazionale.
Eppure anche Wind Jet, dopo avere raggiunto dimensioni importanti, cessò le attività nel 2012.
Una lezione da non dimenticare
Naturalmente ogni esperienza è diversa e nessuno può sapere oggi quale sarà il destino di Etna Sky o Aerolinee Siciliane. Sarebbe ingeneroso formulare giudizi preventivi su iniziative che devono ancora dimostrare il proprio valore sul mercato.
Resta però un dato oggettivo: negli ultimi trent’anni nessuna compagnia aerea nata in Sicilia è riuscita a diventare stabilmente il vettore di riferimento nei collegamenti tra l’Isola e il continente.
Le ragioni possono essere molteplici e meritano probabilmente un approfondimento a parte. Ciò che appare evidente è che il trasporto aereo richiede capitali enormi, competenze specifiche e una capacità di competere con grandi gruppi internazionali che hanno dimensioni e risorse incomparabili.
La conclusione è semplice: far nascere un vettore nell’Isola è già difficile, ma trasformarlo in una realtà duratura si è rivelato, finora, ancora più complicato.
Le compagnie aeree nate in Sicilia
| Compagnia | Sede | Periodo |
|---|---|---|
| Air Sicilia | Caltagirone | 1994-2002 |
| Med Airlines | Trapani | 1997-2001 |
| Wind Jet | Catania | 2003-2012 |
| Aerolinee Siciliane | Comiso | progetto dal 2020, avvio annunciato nel 2026 |
| Etna Sky | Catania | progetto annunciato nel 2025-2026 |








