Protocollo tra le due città metropolitane per mobilità, sviluppo, turismo e servizi. Oltre un milione di abitanti e 205 comuni: ora si chiede una legge nazionale per dare una struttura stabile al sistema dello Stretto.

Messina e Reggio Calabria provano a trasformare in un progetto istituzionale una realtà che, nei fatti, esiste già da tempo. Le due giunte comunali, insieme ai rappresentanti dei rispettivi consigli, si sono riunite a bordo di un traghetto nello Stretto per sottoscrivere un protocollo di intesa che punta a rafforzare l’integrazione tra le due sponde.

Il documento individua alcuni ambiti prioritari: mobilità, sviluppo economico, cultura, turismo, transizione ecologica e digitale. L’obiettivo è costruire un percorso comune che renda più stabile e organizzata la cooperazione tra due territori che condividono flussi quotidiani, servizi e relazioni economiche, pur appartenendo a due regioni diverse.

Oltre un milione di abitanti e 205 comuni

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che le due città metropolitane sommano 1.103.453 abitanti e oltre 205 comuni. Un sistema territoriale di dimensioni rilevanti che, secondo quanto dichiarato, registra già oggi oltre 5.000 spostamenti pedonali quotidiani tra le due sponde.

La distanza fisica è ridotta: circa 20 minuti di navigazione separano Messina e Reggio Calabria. A questa vicinanza, però, non corrisponde ancora una vera struttura amministrativa comune. Il protocollo nasce proprio con l’obiettivo di superare questa frammentazione e costruire una governance stabile dell’area dello Stretto.

L’obiettivo è una legge nazionale

Il passaggio più significativo riguarda la richiesta rivolta a Governo e Parlamento di arrivare a una norma nazionale che riconosca formalmente l’Area integrata dello Stretto.

La prospettiva indicata è quella della nascita di una agenzia unica, capace di coordinare le politiche delle due sponde e di accedere anche a fondi straordinari, in particolare per il potenziamento della mobilità.

Tra i primi temi affrontati c’è proprio il collegamento tra Messina e l’aeroporto di Reggio Calabria, con l’obiettivo di coordinare gli orari delle navi veloci con le partenze e gli arrivi dei voli. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il peso crescente dell’utenza messinese sullo scalo reggino, che nell’ultimo anno ha superato la soglia del milione di passeggeri.

Una prospettiva che cambia scala

Il protocollo segna quindi un passaggio importante soprattutto sul piano politico e istituzionale: Messina e Reggio provano a presentarsi non più come due città separate da un tratto di mare, ma come parti di un unico sistema territoriale.

Mobilità, aeroporto, trasporto marittimo, turismo e sviluppo economico vengono così inseriti all’interno di una strategia comune. Una prospettiva destinata inevitabilmente a intrecciarsi anche con il futuro delle grandi infrastrutture dello Stretto, a partire dal Ponte, che modificherebbe radicalmente tempi, capacità e modalità di collegamento tra Sicilia e Calabria.