Il provvedimento riguarda Radimero e Val Lemme. I sindacati denunciano le conseguenze occupazionali di un presunto contenzioso economico tra Cociv e RFI.

La crisi dei cantieri del Terzo Valico dei Giovi assume una dimensione concreta sul fronte dell’occupazione. Seli Overseas ha comunicato la cassa integrazione ordinaria per 300 lavoratori, per tredici settimane, nei cantieri di Radimero e Val Lemme, in provincia di Alessandria. La notizia, resa nota il 13 ottobre da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, arriva dopo il trasferimento di alcune maestranze verso altri cantieri e le prime segnalazioni di esuberi nelle imprese subappaltatrici. Un quadro che alimenta la preoccupazione per la continuità delle lavorazioni e per il reddito delle famiglie coinvolte.

Secondo i sindacati, alla base della situazione vi sarebbe un presunto contenzioso economico tra il consorzio Cociv e RFI, committente dell’opera. Una ricostruzione che richiede chiarimenti da parte dei soggetti interessati, mentre le conseguenze sui lavoratori sono già evidenti. Le organizzazioni sindacali chiedono di tutelare occupazione e salari, contestando che le difficoltà nei rapporti economici tra imprese e committenza ricadano sulle maestranze impegnate nella costruzione della linea.

La Stampa riferisce inoltre di richieste di finanziamenti aggiuntivi avanzate da Webuild, comprese fra 2,1 e 3 miliardi di euro, e del timore sindacale che la crisi possa estendersi agli altri cantieri piemontesi e liguri, interessando un bacino di circa 1.800 addetti, indotto compreso. Si tratta di un rischio prospettato, non del numero di lavoratori attualmente in cassa integrazione.

Un collegamento strategico per il porto di Genova

Il Terzo Valico è una nuova linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità, lunga 53 chilometri, di cui 37 in galleria, destinata a rafforzare i collegamenti fra Genova e la rete del Nord Italia. A sud si connette con gli impianti ferroviari genovesi e i bacini portuali; a nord raggiunge le direttrici verso Milano, Torino e Novara. Il progetto prevede il transito sia dei convogli merci sia dei treni passeggeri, con velocità differenti secondo la tipologia di servizio e i tratti percorsi.

La sua funzione va quindi oltre la riduzione dei tempi di viaggio. RFI indica fra gli obiettivi il potenziamento dei collegamenti del sistema portuale ligure con l’Europa, l’aumento della capacità ferroviaria e il trasferimento di una quota significativa delle merci dalla strada ai binari. In questa prospettiva, un prolungato rallentamento dei lavori ritarderebbe anche la disponibilità di un’infrastruttura necessaria alla logistica nazionale. La cassa integrazione apre dunque una questione che riguarda insieme occupazione e trasporti: servono chiarimenti sulle condizioni economiche per proseguire i lavori e sulle conseguenze effettive per il programma di completamento.