Dalla M4 di Milano al Grand Paris Express, fino alla Galleria di Base del Brennero: lo scavo meccanizzato consente di realizzare grandi infrastrutture riducendo consumo di suolo e interferenze in superficie.

Le grandi città continuano a crescere, mentre lo spazio disponibile in superficie diventa sempre più prezioso. Strade, edifici, aree verdi e reti di servizi competono per superfici ormai sature. È anche per questo che una parte crescente delle infrastrutture moderne viene spostata nel sottosuolo, dove metropolitane, ferrovie, tunnel stradali, acquedotti e impianti possono svilupparsi senza occupare nuovo suolo urbano.

A rendere possibile questa trasformazione sono soprattutto le TBM, Tunnel Boring Machines, le gigantesche talpe meccaniche che negli ultimi decenni hanno cambiato radicalmente il modo di costruire le gallerie. Consentono di scavare con maggiore continuità, sicurezza e controllo, riducendo in molti casi tempi e interferenze con ciò che si trova in superficie.

Un mercato in fortissima crescita

Il settore del tunneling è ormai diventato uno dei grandi mercati mondiali delle infrastrutture. Secondo i dati richiamati da We Build Value, il mercato globale delle costruzioni in galleria potrebbe passare dai 174 miliardi di dollari del 2024 ai 330 miliardi entro il 2031, con una crescita media annua del 9,5%.

Anche il mercato specifico delle TBM segue la stessa traiettoria: 6,71 miliardi di dollari nel 2025, con una previsione di 9,51 miliardi entro il 2032. Una crescita spinta soprattutto dagli investimenti in metropolitane, ferrovie veloci e grandi collegamenti sotterranei.

Dal Brennero alla M4 di Milano

Uno degli esempi più significativi è la Galleria di Base del Brennero, il nuovo collegamento ferroviario tra Italia e Austria. Con i suoi 64 chilometri complessivi, comprensivi della circonvallazione di Innsbruck, diventerà il collegamento ferroviario sotterraneo più lungo al mondo.

Nel Lotto Mules 2-3, la TBM Flavia ha completato oltre 14 chilometri di scavo sul versante italiano. Nel luglio 2026 sono stati inoltre abbattuti gli ultimi diaframmi delle due gallerie principali tra Italia e Austria, rendendo continuo il collegamento transfrontaliero sotto le Alpi.

Lo scavo in sotterraneo ha avuto un ruolo decisivo anche nella M4 di Milano, dove sono stati realizzati circa 20 chilometri di gallerie, in alcuni tratti a profondità prossime ai 30 metri. In un contesto urbano densamente edificato è stato necessario ricorrere anche al congelamento artificiale dei terreni, impiegando azoto liquido per creare una struttura temporaneamente stabile attorno alle zone di scavo più delicate.

Parigi e il Grand Paris Express

La stessa filosofia viene applicata su scala ancora maggiore a Parigi, dove il Grand Paris Express prevede circa 200 chilometri di nuove linee metropolitane.

Le TBM sono protagoniste anche qui. Una delle più recenti è Roberta, macchina da circa 2.000 tonnellate rigenerata in Italia da Webuild e destinata a scavare circa 7 chilometri della Linea 15 Ovest. La macchina era già stata utilizzata sulla Linea 16 ed è stata ricondizionata per una seconda vita operativa, secondo una logica di economia circolare applicata alle grandi attrezzature da cantiere.

Costruire sotto per liberare spazio sopra

Il vantaggio delle infrastrutture sotterranee non riguarda soltanto la possibilità di attraversare montagne o superare ostacoli naturali. Nelle città significa soprattutto ridurre l’occupazione di suolo, limitare l’impatto visivo delle opere e lasciare maggiore spazio in superficie a edifici, verde e funzioni urbane.

È una scelta particolarmente importante nelle grandi aree metropolitane, dove realizzare nuove infrastrutture in superficie può diventare quasi impossibile. Londra, Parigi, Milano e Copenaghen stanno infatti investendo da anni in reti sotterranee sempre più estese.

La diffusione delle TBM sta quindi accompagnando una trasformazione più ampia della pianificazione urbana: la città non viene più pensata soltanto in superficie, ma su più livelli, utilizzando il sottosuolo per quelle infrastrutture che possono essere trasferite fuori dalla vista e liberando spazio urbano per altre funzioni.

Fonte: We Build Value.