Avanza il cantiere della nuova infrastruttura portuale ligure: partono anche le attività per la sovrastruttura, mentre l’opposizione regionale chiede maggiore chiarezza sulla gestione del progetto

Proseguono i lavori per la realizzazione della nuova diga foranea di Genova. Nei giorni scorsi è stato posato sul fondale marino il sedicesimo cassone in calcestruzzo, uno degli elementi fondamentali della struttura destinata a proteggere il porto e a migliorarne la capacità operativa.

Secondo quanto comunicato dal gruppo costruttore, la posa è stata completata dopo un periodo caratterizzato da condizioni meteorologiche difficili, che avevano rallentato le operazioni in mare aperto. Il lavoro è stato eseguito dal consorzio incaricato della costruzione per conto dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale.

AL VIA ANCHE LA SOVRASTRUTTURA DELLA DIGA

Parallelamente alla collocazione dei cassoni, sono state avviate le attività relative alla parte superiore dell’opera. Si tratta di un camminamento continuo progettato per attenuare la forza delle onde, contribuire alla sicurezza dell’area portuale e ridefinire l’accesso via mare allo scalo.

Il cantiere per questa fase si svilupperà direttamente in mare, con l’impiego di pontoni, impianti per la produzione e il pompaggio del calcestruzzo, oltre a mezzi nautici e sistemi di sollevamento specializzati.

CONSOLIDAMENTO E DRAGAGGI SUL FONDALE

Continuano anche le attività di consolidamento del fondale marino, una fase ritenuta essenziale per garantire stabilità e sicurezza alla diga. Finora sono stati collocati milioni di tonnellate di materiali per creare una base adeguata alla posa delle strutture, oltre a colonne e sistemi drenanti per migliorare la resistenza del terreno.

Nel frattempo, i lavori di dragaggio proseguono per mantenere la profondità dei canali di accesso e consentire l’operatività del porto, anche per le navi di maggiori dimensioni. È stato inoltre avviato un percorso di tutela ambientale con il trasferimento temporaneo degli organismi marini presenti nelle aree interessate.

UN PROGETTO PER LE GRANDI ROTTE INTERNAZIONALI

La nuova diga è destinata a proteggere il porto dalle mareggiate più intense e a garantire spazi di manovra adeguati alle grandi navi portacontainer di ultima generazione, lunghe fino a 400 metri. L’obiettivo è rafforzare il ruolo dello scalo genovese nelle rotte globali e migliorarne la competitività rispetto agli altri hub europei.

LE RICHIESTE DI ORLANDO: “PIÙ CHIAREZZA”

Sul piano politico, il progetto continua a suscitare dibattito. Andrea Orlando, esponente del Partito democratico in Liguria, ha ribadito il proprio sostegno all’opera ma ha chiesto maggiore trasparenza sui processi decisionali e sull’andamento dei lavori.

“Indubitabilmente ho fatto parte di coloro che hanno voluto la nuova Diga di Genova, perché le revisioni al Pnrr e al (fondo) complementare sono state fatte quando ero al governo, quindi ho alzato la mano e approvato atti formali, ho espresso la mia volontà che non metto in discussione”.

“Evidentemente però – ha aggiunto – c’è un approccio diverso rispetto a ciò che è utile per realizzare un’opera”. L’esponente dem ha quindi sottolineato la necessità di rendere più trasparenti le scelte e le procedure legate alla realizzazione della diga, tema che resta al centro del confronto politico e istituzionale.