Come riporta MadoniePress, impianti chiusi per errori amministrativi: ma il problema è strutturale
Come riporta MadoniePress, la stagione invernale a Piano Battaglia è stata bloccata non dalla mancanza di neve, ma da un errore amministrativo grave e prevedibile. Il bando per il personale stagionale, pubblicato a ridosso delle festività, prevedeva tempi di partecipazione irrealistici e incompatibili con la natura delle figure richieste. La conseguenza è stata l’annullamento della procedura e la necessità di ripubblicarla, con la certezza di impianti chiusi per almeno quindici giorni nel cuore della stagione.
Non si tratta di un dettaglio tecnico né di un imprevisto: è la dimostrazione plastica dell’assenza di programmazione. Chiunque abbia una minima esperienza di gestione pubblica sa che il personale non si recluta all’ultimo momento e che una stazione sciistica non si apre per inerzia. Questo bando non è stato solo scritto male: è stato pensato male, ed è figlio di un sistema che continua a muoversi senza tempi, senza pianificazione e senza competenze adeguate.
Una condizione permanente, non un’emergenza
Quello che accade oggi non rappresenta una rottura rispetto al passato. È la normalità. Da quando Palermo in Progress opera sul territorio, dal 2018, la situazione descritta è sempre stata la stessa. Cambiano le stagioni, cambiano gli annunci, ma lo schema resta immutato: ritardi, improvvisazione, strutture non operative, servizi incompleti. Parlare di “crisi” è persino improprio, perché la crisi presuppone un prima funzionante. Qui siamo di fronte a una condizione cronica, mai realmente risolta.
Il turismo come alibi politico
Da almeno sessant’anni si ripete che questi territori dovrebbero “vivere di turismo”. Ma i fatti smentiscono questa retorica. Lo hanno fatto, di recente, con il flop di Agrigento “Capitale della Cultura”, certificato persino dalla Corte dei conti. Succede ogni estate con le spiagge sporche ed il mare inquinato. ogni inverno,
Il turismo non si costruisce con le parole o con la neve caduta una notte, ma con infrastrutture efficienti, impianti funzionanti, servizi organizzati e personale formato. Senza un sistema infrastrutturale solido — trasporti, accessibilità, strutture operative, gestione continua — il turismo resta uno slogan vuoto, buono solo per giustificare l’assenza di politiche serie di sviluppo.
Nessuna sorpresa, solo responsabilità
Non c’è nulla di inatteso in ciò che sta accadendo. Tutto era prevedibile, tutto è stato denunciato, tutto è stato documentato negli anni. Continuare a fingere stupore significa rifiutare di assumersi responsabilità politiche e amministrative. Piano Battaglia non è vittima del clima né della sfortuna: è vittima di decenni di non-scelte, di una gestione episodica e di una narrazione tossica che scambia il potenziale con la realtà.
Finché non si affronterà il nodo centrale — infrastrutture, organizzazione, competenze — Piano Battaglia resterà esattamente ciò che è sempre stata: una promessa mancata, buona per le fotografie e inutile per lo sviluppo reale del territorio.








