La Linea C della metropolitana di Roma rappresenta una delle più complesse opere infrastrutturali urbane realizzate in Europa negli ultimi decenni. VIDEO QUI

La linea costituisce oggi il terzo asse della rete metropolitana romana e rappresenta la prima linea completamente automatica della capitale.

Attualmente la Linea C si sviluppa tra Monte Compatri-Pantano e Colosseo/Fori Imperiali, per una lunghezza complessiva di circa 21 km con 24 stazioni operative dopo l’apertura del tratto San Giovanni-Colosseo.

L’apertura delle nuove stazioni Porta Metronia e Colosseo/Fori Imperiali, avvenuta nel dicembre 2025, ha consentito di portare la linea nel cuore del centro storico e realizzare l’interscambio con la Linea B presso il Colosseo.

Le future estensioni prevedono la prosecuzione verso Venezia, attualmente in costruzione, e successivamente verso Chiesa Nuova, San Pietro, Ottaviano, Clodio/Mazzini, Auditorium e Farnesina. Questa configurazione permetterà di creare un vero asse metropolitano est-ovest attraversando il centro storico.

Tempi di costruzione

I lavori della Linea C sono iniziati nel 2007, mentre la prima tratta tra Pantano e Parco di Centocelle è entrata in esercizio nel 2014. Le successive estensioni sono state aperte tra il 2015 e il 2018 fino a San Giovanni e successivamente nel 2025 fino al Colosseo.

I tempi di realizzazione, superiori a quelli inizialmente previsti, sono stati fortemente influenzati dalle difficoltà tecniche legate alle condizioni del sottosuolo e soprattutto dalla presenza di numerosi ritrovamenti archeologici.

Le aree servite

La linea attraversa il quadrante orientale della città servendo quartieri ad alta densità abitativa come Centocelle, Mirti, Alessandrino, Torre Angela, Torrenova e Giardinetti, aree storicamente caratterizzate da una carenza di trasporto rapido su ferro dove la Linea C ha rappresentato un importante miglioramento dell’accessibilità.

Le difficoltà geotecniche

Dal punto di vista geotecnico, la realizzazione della linea ha richiesto soluzioni ingegneristiche avanzate a causa della natura complessa del sottosuolo romano, caratterizzato da terreni vulcanici pozzolanici, depositi alluvionali del Tevere, livelli sabbiosi e limosi e falde idriche variabili.

Le gallerie sono state realizzate mediante TBM EPB (Earth Pressure Balance), necessarie per mantenere l’equilibrio delle pressioni del terreno e limitare i cedimenti in superficie.

Particolarmente delicata è risultata la costruzione delle stazioni del centro storico, dove è stata adottata la tecnica del top-down archeologico, che consente di scavare mantenendo il controllo stratigrafico e preservando i reperti rinvenuti.

Le stazioni archeologiche

Le nuove stazioni Porta Metronia e Colosseo/Fori Imperiali rappresentano esempi avanzati di archeostazioni, infrastrutture progettate per integrare le strutture metropolitane con i reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi.

Durante i lavori sono emersi resti di caserme romane, strutture idrauliche e pavimentazioni antiche, oggi in parte esposte all’interno delle stazioni, trasformando le infrastrutture in veri spazi espositivi oltre che nodi di mobilità.

I principali dati tecnici

Dal punto di vista tecnologico la linea utilizza treni automatici driverless, sistema CBTC, alimentazione a 1.500 V in corrente continua e banchine dotate di porte automatiche di sicurezza.

Le gallerie presentano diametri medi di circa 6,7 metri, mentre le stazioni centrali raggiungono profondità superiori ai 30 metri. La capacità di progetto supera i 24.000 passeggeri/ora per direzione, con frequenze teoriche inferiori ai 3 minuti nelle tratte centrali.

A regime, con il completamento della tratta centrale e l’aumento delle frequenze, la linea potrà trasportare oltre 600.000 passeggeri al giorno, configurandosi come uno degli assi portanti del trasporto pubblico romano e contribuendo in modo significativo alla riduzione della pressione sul sistema di trasporto di superficie.

Un’opera unica nel panorama europeo

La Linea C rappresenta oggi uno dei più complessi progetti di metropolitana urbana realizzati in contesti storici. La combinazione tra ingegneria delle gallerie, gestione del rischio archeologico e tecnologie ferroviarie avanzate rende l’opera un vero laboratorio di ingegneria urbana.

Il completamento verso Venezia e Farnesina rappresenterà la fase più impegnativa dell’intero progetto, destinata a definire il ruolo definitivo della Linea C come asse portante della mobilità romana.